lunedì 22 settembre 2025

Dalla Val di Non all'escursione ai tre castelli di Appiano (BZ) - 20-21 settembre

Con i suoi rilievi montuosi a tratti dolci ed arrotondati e altrettanto aspri e scoscesi, ricoperti di boschi di quercia, carpino e faggio, l'Alto Adige rappresenta uno scrigno di ricchezze storiche e naturalistiche di immenso valore. L'anello dei Tre Castelli di Appiano diventa quindi l'occasione perfetta per un itinerario suggestivo fra storia e leggenda, frazione di un week end in gran spolvero!
Sabato 20 settembre - Avete presente un impervio sperone alto 70 metri sulla cui cima da secoli restano incredibilmente aggrappate cinque chiesette, una sopra l'altra? Ecco questo è il Santuario di San Romedio in Val di Non, il più interessante esempio di arte cristiana medievale presente in Trentino. Immerso in una splendida cornice naturale, il complesso architettonico è formato da più chiese e cappelle costruite sulla roccia collegato da una ripida scalinata di 131 gradini. Il nobile Romedio, erede della prestigiosa casata tirolese dei Thaur (IV secolo), abbandonate tutte le sue ricchezze, decide di cercare la comunione con Dio ritirandosi in meditazione sulla cima di questa roccia. La chiesa originaria sorge attorno all'anno Mille sulla tomba del santo con le pietre portate fin lassù dagli antichi pellegrini.
Per quasi cinquecento anni la roccia su cui sorge l'antico eremo rimane nuda, con una scalinata scoperta e qualche edicola ora scomparsa. Nel 1489 inizia la costruzione della seconda chiesa dedicata a san Giorgio, nel 1513 viene eretta la chiesa di san Michele a cui si aggiunge nel 1536 la chiesa maggiore di san Romedio. Della stessa epoca (XVI secolo) è anche il campanile. Per ultima viene costruita la chiesa dell'Addolorata (1918), in segno di ringraziamento per la pace ritrovata dopo la tragedia della prima guerra mondiale. E c'è pure l'orso. La presenza del plantigrado in questo luogo di culto è legata alla leggenda secondo cui Romedio, ormai vecchio si sarebbe incamminato dal suo luogo di eremitaggio verso Trento deciso ad incontrare il Vescovo Vigilio. Lungo il percorso il suo cavallo viene sbranato da un orso, Romedio tuttavia non si da' per vinto e avvicinatosi alla bestia riesce miracolosamente a renderla mansueta e a cavalcarla fino alla città. Ricordando questa leggenda nel 1958 il senatore conte Gian Giacomo Gallarati Scotti, appassionato naturalista e promotore del futuro Parco Naturale Adamello Brenta, recupera Charlie, un orso cresciuto in un circo, donandolo al santuario.
Da allora questo sacro luogo ha sempre dato asilo a diversi orsi destinati ad una sorte ben più triste ed oggi Bruno, un bellissimo esemplare di orso dei Carpazi, dal 2013 trascorre qui la sua vecchiaia in una vasta area boschiva. L’itinerario per raggiungere il Santuario di San Romedio ha inizio proprio di fronte al Museo Retico, a nord dell’abitato di Sanzeno. Dal lato opposto della statale parte una passerella in legno che dopo aver costeggiato in parte le campagne coltivate a meleto penetra nella roccia percorrendo l’intero percorso dell’antico canale irriguo. La camminata si sviluppa per 2,5 chilometri e alcuni scorci sullo strapiombo sono sensazionali. Il percorso termina all'altezza dell’VIII stazione della bella Via Crucis marmorea, ancora pochi metri su strada asfaltata fino alla scalinata ciottolata che porta all'entrata dell’eremo. Solo una manciata di chilometri, sempre nella trentina Val di Non, tanto basta per raggiungere il Lago Smeraldo, un bacino artificiale a circa mille metri di altitudine, nei pressi di Fondo, realizzato nel 1965 sbarrando il corso del torrente Sass.
Il lago è raggiungibile attraverso la suggestiva passeggiata che parte dal centro di Fondo attraverso un sentiero lungo circa un chilometro che attraversa un orrido, scavato nel corso del tempo dal Rio Sass, e risale lungo il corso del torrente attraverso un paesaggio magico, dove si ammira anche un antico mulino, fino ad arrivare nel punto più stretto del percorso, all’incrocio con la piccola cascata che dal lago si immette nel Rio Sass, per poi snodarsi attorno al suo perimento dove si trovano anche una spiaggetta con area pic-nic e due punti di ristoro.
Domenica 21 settembre - Punto di partenza per la nostra escursione è il piccolo paese Missiano (Missian) del comune di Appiano e precisamente nel parcheggio al di sotto di Castel Corba (Schloss Korb), castello che ammiriamo brevemente da fuori, dato che è stato adibito a hotel. La caratteristica più evidente di questo maniero è l'ampia torre difensiva risalente al XIII secolo. Ci avviamo lungo la strada asfaltata in direzione nord e da qui possiamo già vedere due dei castelli meta della nostra escursione: Castel Corba, da dove siamo partite, e le rovine di Castel Boymont sopra di noi.
Il sentiero numero 12 ci accompagna tra le vigne e poi si snoda all’interno del bosco, la strada è tutta in costante salita ma il panorama che si scorge attraverso gli alberi è davvero meraviglioso. Imbocchiamo un piccolo sentiero in salita nella selva boschiva. In poco tempo lasciamo dietro di noi un discreto dislivello e raggiungiamo infine la Torre del Gesso detta Kreideturm.
 Superata la torre ci teniamo alla sinistra per giungere al sentiero che porta verso Castel d'Appiano (Burg Hocheppan). Uno stupendo panorama ci accoglie. Vediamo la valle sotto di noi, la città di Bolzano e l'imponente Sciliar. Il castello rappresenta una delle più importanti costruzioni difensive medievali dell'Alto Adige ed era fortificato già al tempo dei Reti, circa duemila anni fa. Nel castello ci aspetta la bella taverna dove vengono serviti i piatti tipici della tradizione locale nonché un'ottima birra Weizen. Si prosegue in direzione delle rovine di Castel Boymont (Schloss Boymont). Il tracciato attraversa una profonda gola nel fitto bosco di castagni scendendo vertiginosamente verso l’alveo del ruscello Wieser, per poi superarlo con una serie di passerelle e scale in legno risalendo sul versante opposto della vallecola. Tra sassi, radici, foglie e qualche buon fungo (sentiero n° 14) ci avviciniamo alle rovine di Castel Boymont, senza perderci il bellissimo punto panoramico sulla valle sottostante che offre un’ennesima prospettiva sui vigneti. Il maniero si presenta come un contenitore quasi vuoto, un guscio di pietra risalente al Duecento. Poi entri e ci scopri un delizioso punto di ristoro e una atmosfera ancestrale. Per un piccolo tratto ritorniamo per la via che ci ha portato alle rovine del castello e ad un incrocio svoltiamo infine a destra. L'ultimo tratto dell'escursione è una carrareccia un po’ ripida nel bosco che ci riporta a Castel Corba.

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