martedì 25 agosto 2026
Domenica 30 agosto escursione alla Viel del Pan (TN) con partenza ore 9.00/9.30 dal parcheggio (a pagamento) di Passo Pordoi al confine fra Veneto e Trentino-Alto Adige. Lunghezza km 7 (solo andata) dislivello mt 400 (sino al lago di Fedaia). Ritorno sullo stesso percorsoPranzo al sacco e abbigliamento da trekking (k-way, felpa e bastoncini)
Info e prenotazioni al 347 15 27671, su queste pagine Facebook e sul nostro blog allegremarmotte.blogspot.com
domenica 16 agosto 2026
Ricordiamo che vengono premiati anche gli altri 4 numeri estratti della ruota con un bel premio di consolazione!
INFO: 347 1527671, le nostre pagine Facebook e questo blog
domenica 9 agosto 2026
- Saint Michel e dintorni - (21-24 settembre)
- Lungo week end a Roma (metà ottobre)
- Alla Guana del Primiero (opera di Martalar) TN - (fine ottobre)
…e tanto altro ancora da elaborare insieme a voi!
Le escursioni in montagna tra le Dolomiti e le Prealpi lombarde, le cene, pranzi e apericene saranno inseriti di volta in volta nel programma considerando anche il venerdì sera e il sabato.
Consideriamo proposte dalle nostre associate da mettere in programmazione!
Contatto telefonico: 347 1527671
La nostra mail: allegremarmotte@gmail.com
Il nostro blog: allegremarmotte.blogspot.com
domenica 19 luglio 2026
Il Cammino di Oropa: un viaggio nell'anima (8-11 luglio)
Mercoledì 8 luglio - Partenza della prima tappa di buon mattino (ore 7.05). Si inizia a camminare nella pianura intorno a Santhià, dominata dai campi coltivati e dalle risaie piene d’acqua, dove i dislivelli contenuti e il terreno facile permettono alle gambe di muoversi veloci e senza troppa fatica nonostante le temperature di questo luglio bollente. Questa tappa, come anche la seconda, segue il tracciato della Via Francigena. Seguire il percorso è piuttosto agevole, infatti lungo tutto il percorso sono presenti i segnavia gialli e neri con la scritta Cammino di Oropa. Dopo poco più di un’oretta arriviamo al punto di sosta gestito dalla onlus Maresca: l'Oasi del pellegrino. Qui ci offrono uno spuntino e il primo timbro della credenziale. Ora il caldo si fa sentire. Di seguito si raggiunge l’abitato medievale di Cavaglià per poi proseguire fino a Roppolo sulla collina morenica della Serra, in posizione strategica tra Biella, il Torinese e il Monferrato occidentale, che lo hanno reso un prezioso punto di controllo militare, come testimonia il maestoso castello in posizione dominante sul territorio circostante. Sosta di tappa alla Casa del Movimento Lento promotrice del Cammino di Oropa, della cultura del viaggio lento e di un turismo sostenibile mentre per la cena raggiungiamo la Trattoria Tarello, unico locale del piccolo comune, con ottimi piatti piemontesi e un proprietario all'apparenza burbero ma appassionato del suo territorio (km 15,6 mt 165)Giovedì 9 luglio - Sempre di primo mattino, la seconda tappa segna un cambio di ambientazione. La pianura e i campi coltivati lasciano spazio ad un ambiente più boschivo. Siamo infatti nel bel mezzo della Serra d’Ivrea, l’anfiteatro morenico più grande d’Europa. Per quanto il dislivello della tappa sia contenuto l’ambiente cambia, il panorama è più verde e rigoglioso, si attraversano aree aperte alternate a zone più boscose. Da Roppolo dopo aver superato la chiesa di San Rocco, si lascia sulla sinistra il castello imboccando poco più avanti uno sterrato che sale decisamente. Dall'alto ammiriamo il lago di Viverone e fra casolari, vigneti e campi coltivati raggiungiamo il piccolo lago di Bertignano dopo aver attraversato l’omonimo borgo. Una bella forestale prosegue in direzione della cava di Purcarel, importante testimonianza della presenza dell’uomo in queste terre fin dal Neolitico, per poi incrociare il sentiero della Gran Traversata del Biellese (GTB) che percorriamo sino a Zimone, dove ci concediamo una breve sosta prima di continuare verso il Monastero di Bose e raggiungere successivamente il duecentesco Ricetto di Magnano che domina il piccolo borgo adagiato sul crinale della collina sud-orientale della Serra d’Ivrea. Da qui lungo sentieri nascosti nei boschi (e con nugoli di zanzare a farci compagnia) si giunge a Torrazzo. Sosta di tappa al B&B "Dalla Mami" e cena al Bocciodromo della Serra, locale molto spartano ma davvero notevole la qualità dei piatti proposti (km 16 mt 340)
Sabato 11 luglio - La notte ci riserva un bel temporale che ammorbidisce finalmente le temperature feroci delle tappe precedenti. Siamo all’ultimo tratto di questo cammino, il più faticoso e spettacolare. Fino a questo punto il cammino non è stato particolarmente duro in termini di dislivelli superati e nemmeno per i terreni attraversati. Stiamo avvicinandoci alle Alpi, l’ambiente è più boschivo, il dislivello è più importante, la natura più verde e rigogliosa ma anche più severa. Infatti in questa tappa si superano tratti rocciosi, corsi d’acqua, irte linee d'asfalto. Il profilo altimetrico del percorso è fatto di continui saliscendi, si inizia con una larga mulattiera in ripida discesa, abbastanza lunga, poi si riprende a salire con una certa costanza fino a raggiungere il paese di Sordevolo per una sosta con il cielo che diventa via via più scuro e minaccioso. Infatti poco dopo incomincia a scendere una leggera pioggerella. Allora si decide di cambiare la direzione del cammino. Si va ad evitare la direttissina D1 che sale da Favaro preferendo raggiungere Pollone, ci si "arrampica" sino a Chiavolino dove andiamo a recuperare il tracciato della dismessa tramvia Biella-Oropa che, tra il 1911 e il 1958, collegava Biella al vicino Santuario di Oropa. È un percorso immerso nel bosco con pendenze dolci, arricchito da undici paline informative e punti di interesse come il suggestivo tratto in cui si compie una curva a 360° percorrendo l'emozionante galleria elicoidale di 176 metri ottimamente conservata. Si susseguano la zona dei “Tre archi”, la salita della Vecchia, la fermata “Cappella dell’Acqua” (ampio slargo dove era ubicata una fontana) e Oropa Bagni (vecchio stabilimento idroterapico). Al termine delIo storica tramvia, in prossimità dell’indicazione di una palestra di roccia, il tracciato attraversa la statale ricalcandola per un paio di chilometri circa (in realtà è la strada che ricalca il vecchio tragitto) sino a giungere al grande piazzale che precede l'entrata al maestoso Santuario di Oropa, stanche ma felici di aver raggiunto questo traguardo, riservandoci di visitarlo con più calma al mattino successivo. Sosta alla grande Foresteria e ottima cena al Ristorante "Ai Tre Arc" collocato nel porticato di sinistra del santuario (km17 mt 610)
lunedì 29 giugno 2026
In Val Taleggio fino al rifugio Gherardi - domenica 28 giugno
lunedì 8 giugno 2026
Escursione al Monte della Madonna (PD) - domenica 7 giugno
domenica 26 aprile 2026
Giro del Monte Orfano (Rovato) - sabato 25 aprile
La traversata del Monte Orfano è un’escursione facile con un dislivello minimo anche se alcuni tratti sentieristici (tipo il Senter del Funtanì-Cai 985) presentano pendenze importanti. La partenza dell’itinerario avviene dallo splendido complesso conventuale della Santissima Annunciata, edificato tra il 1149 e il 1452, che sorge a balcone sulla pianura tra gli ulivi e i vigneti caratteristici di questo territorio. Dal piazzale ci incamminiamo sulla strada cementata, chiusa da una sbarra che sale a sinistra. Seguendola, in una decina di minuti di cammino, si raggiunge l'antica Pieve di San Michele le cui origini longobarde sono ascrivibili al VI secolo. Passiamo vicino ad una pozza d'acqua in mezzo al bosco e da questa in breve scendiamo a incrociare la strada che sale da Coccaglio. Percorriamo quest’ultima per un breve tratto e la lasciamo per imboccare sulla nostra destra un sentiero che sale fino alla non lontana Croce di Coccaglio (mt 315). Raggiunto il parcheggio della Trattoria Genuisì, l’itinerario riprende a salire costeggiando l’annesso vigneto, poco più in alto giungiamo alla Madonnina e da questa saliamo alla Croce di Erbusco (mt 381).La vista ci regala una splendida panoramica sulla pianura e sui paesi alla base del Monte Orfano. L’altalenante percorso scende poi attraverso un boschetto di pini neri e accosta per un breve tratto la strada asfaltata che sale da Cologne. Superato uno dei tanti capanni da caccia, lasciamo la carrozzabile per riprendere sulla destra il sentiero che porta alla Croce di Cologne (mt 440). Poco oltre la Croce, nei pressi del ripetitore, il Monte Orfano tocca la sua massima elevazione (mt 452). A dire il vero chiamarlo monte è un po’ eccessivo vista la modesta altitudine eppure nel percorrere la cresta, la sensazione che trasmette non è quella di camminare su una collina poiché i suoi versanti ripidi danno l’illusione di un’altezza superiore alla realtà, circondate anche da un vastissimo panorama. Comunque dopo aver superato un bosco di castagni, giungiamo alla Croce di Zocco, il capolinea della nostra traversata. Dalla croce il panorama spazia in direzione del Monte Alto, del Lago d’Iseo, del Monte Guglielmo e di una vasta porzione della Franciacorta, mentre a sud possiamo scorgere gli appennini piacentini. Prendiamo il sentiero (Variante sud) che scende a mezza costa parallelamente al sovrastante tracciato principale fino al punto di congiunzione.
Recuperato il percorso dell'andata raggiungiamo il grande Sacrario dei Caduti, zona sacra antistante il rifugio degli alpini, e poi in facile passeggiata - in unterritorio che ospita, in raro equilibrio, natura e cultura insieme - ci si riporta sull'affaccio panoramico di Rovato.
domenica 29 marzo 2026
Lo splendido anello del lago di Endine nella bergamasca - sabato 28 marzo
Il nostro itinerario parte da Spinone al Lago, dopo aver lasciato l’auto nei pressi della chiesetta di San Pietro in Vincoli risalente all'undicesimo secolo. Noi purtroppo lo abbiamo trovato chiuso ma al suo interno custodisce una cinquecentesca Madonna con Bambino e dodici dipinti, nella zona del presbiterio, raffiguranti sei sibille (Chimica, Delfica, Ellespontica, Eritrea, Persica e Samia) alternate a sei profeti (Abacuc, Davide, Ezechiele, Geremia, Isaia e Mosè), riconducibili alla scuola di Lorenzo Lotto. Attraversata la statale si giunge in pochi passi sulle sponde del lago, Da qui si snoda un sentiero percorribile in entrambe le direzioni su un percorso totale di circa 16 chilometri, interamente pianeggiante.Imbocchiamo la passeggiata che costeggia il lago tenendolo sulla destra e nonostante proceda parallela alla strada si cammina tra il verde degli alberi e il blu del lago. Poco più in su, nei pressi dell’abitato di Bianzano, si intravede il Castello Suardi con la sua massiccia torre a pianta quadrangolare. Superiamo i paesi di Dosso e Madrera, fino a Ranzanico al Lago. Qui, subito dopo l’abitato, si trova l’ex Filanda Suardi importante edificio paleoindustriale ottocentesco di questa zona.Si continua in direzione di Endine Gaiano ma non per molto. L'idilliaco scenario lacustre lascia il passo al marciapiede sulla rumorosa statale del Tonale e della Mendola che si sviluppa lungo la punta del lago, prima di raggiungere la bella passerella di legno - opportunamente segnalata - che ci permette di raggiungere in poco tempo la sponda opposta del lago di Endine. Da questo lato purtroppo è necessario percorrere un paio di chilometri su asfalto, sul bordo di una provinciale senza marciapiede. Un vero peccato, ma a livello del lago ci sono molte proprietà private che ne precludono l’accesso. Prima di raggiungere la seicentesca chiesa di San Michele Arcangelo il tracciato pedonale del lago ritorna ad essere una meraviglia. Ci fermiamo per un veloce panino intente a scrutare le sue acque calme e lucenti che riflettono le minuscole case che ne coprono le pendici, il verde intenso delle montagne che lo cingono e l’azzurro cristallino del cielo. Lasciata San Felice in direzione del borgo di Monasterolo del Castello, raggiungiamo Fonte Smeraldina. In questa zona ci sono infatti quattro fonti, due più ferruginose, una ricca di idrogeno solforato e dall’inconfondibile odore, e una particolarmente apprezzata perché ricca di minerali, limpida e fresca. L’ultima parte di percorso, tra Monasterolo e Spinone, è quella sicuramente più bella. Il sentiero non si allontana mai dalla sponda del lago di Endine, aprendosi in un grande prato a Monasterolo, nei pressi della Chiesa di San Salvatore. Questa piccola oasi di pace è animata da molte persone che si fermano al Biali Bar, noi comprese, e si godono gli ultimi raggi di sole della giornata. A una ventina di minuti di camminata oltre l’abitato di Monasterolo si incontra anche il castello del borgo che purtroppo - tranne che per rare visite guidate - è utilizzato solo per ricevimenti privati, in posizione strategica su una collinetta proprio sulla punta inferiore del lago. Dopo tutti i chilometri macinati durante la giornata, il nostro giro ad anello del lago di Endine si conclude da dove siamo partite, nel borgo di Spinone al Lago, davanti a una birra fresca del birrificio locale Valcavallina.
domenica 22 marzo 2026
Anello delle cinque cime di Parzanica (BG) - sabato 21 marzo
lunedì 23 febbraio 2026
Alla Croce di Marone - domenica 22 febbraio
SEGNAVIA: 226, 226A
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 555
ALTITUDINE: mt 1166
LUNGHEZZA: km 8,2
lunedì 9 febbraio 2026
"Liberty. L'arte dell'Italia moderna" a Palazzo Martinengo (Brescia) - domenica 8 febbraio
lunedì 2 febbraio 2026
La vecchia litoranea tra Vello e Toline - domenica 1 febbraio
lunedì 19 gennaio 2026
Dalla Pieve di Santa Maria Vecchia nei boschi della Val Volpera (Gussago) - domenica 18 gennaio
La giornata è bigia ma non fredda. Avvolte dal silenzio del centro franciacortino ci si incammina dal prato della millenaria Pieve di Santa Maria Vecchia imboccando la stradina posta a nord della chiesa. Il percorso prosegue lungo via Sovernighe, al primo bivio teniamo la sinistra mentre passiamo accanto al vecchio lavatoio, continuando per un breve tragitto in mezzo alle case fino ad imboccare lo sterrato che costeggia Villa Chinelli. Superato il sottopasso della strada provinciale 19 si prosegue sulla stradella che sale fino ad un cancello di legno e da qui imbocchiamo il sentiero sulla sinistra che in leggera salita si addentra in un bosco di frassini, carpini e roverelle. Il tracciato prosegue alternando tratti su brevi salti rocciosi ad altri pianeggianti. Raggiunto un rio quasi in secca, lo varchiamo tranquillamente per poi costeggiarlo per una cinquantina di metri ora sì in ripida salita. Improvvisi colpi di fucile a brevissima distanza dalla nostra posizione ci obbligano ad alzare la voce per farci riconoscere. Sono tre cacciatori. A cosa stiano sparando non ci è dato a sapere. Ripresa la salita raggiungiamo un breve spiazzo in cui si gode uno splendido scorcio panoramico che spazia dalla valletta sottostante a tutta la pianura da cui spiccano la collina della Santissima ed il Monte Orfano. Da questo punto si aprono tre sentieri: a destra si può facilmente raggiungere la strada dei Camaldoli, diritti si percorre un itinerario parallelo al nostro, noi invece procediamo a sinistra che attraversa il rio e prosegue in falsopiano. In alto a sinistra, sul monte Navezzone, semicoperto dalla pineta che lo circonda, si intravede il vecchio eremo dei frati camaldolesi costruito nel 1639. Il sentiero ha un andamento pianeggiante intervallato da brevi saliscendi, alternando tratti panoramici ad altri nel cuore della boscaglia.Sulla nostra sinistra troviamo una bella ceppaia di rovere e poco oltre ci fermiamo sul limitare di un ripido prato dove possiamo spaziare con lo sguardo sul panorama sottostante dove, nonostante la giornata non sia particolarmente tersa, si intravedono anche gli Appennini. Da qui il sentiero comincia a scendere inoltrandosi in un bosco di castagni e piccoli carpini che conduce verso la Cascina Rocca. Arrivate all'impluvio il nostro itinerario scende a sinistra ma preferiamo proseguire diritte in direzione dell'antica costruzione. La cascina è stata costruita probabilmente intorno al 1729, come inciso sul portale in pietra dell'ingresso, ma purtroppo giace nel più desolante stato di abbandono. Dopo questa breve sosta torniamo sui nostri passi ed imbocchiamo il sentiero che scende per il primo tratto lungo i resti del crollo di grosso castagno che ha deviato il tracciato. Sulla nostra sinistra appare una traccia che scende verso il fondo del rio dove, da una formazione rocciosa ricoperta di muschio e felce, sgorga una piccola sorgente mentre ai suoi piedi si intravvedono i resti di una vasca probabilmente utilizzata per l'abbeveramento del bestiame. Il sentiero, dopo un primo tratto in piano, riprende a scendere affrontando alcuni salti di roccia. Davanti a noi iniziamo a intravvedere un palo della luce elettrica mentre sulla sinistra si stacca un sentiero che si percorre agevolmente per i primissimi metri, dopodichè si comincia a scendere rapidamente all'interno di un boschetto di robinie. Arrivate a valle si svolta a destra, ora si continua in leggera discesa sino a giungere nuovamente al sottopasso della provinciale, ripercorrendo al contrario il tratto che ci riporta alla bellissima pieve romanica purtroppo non visitabile.
lunedì 12 gennaio 2026
Illasi e il suo bel castello - domenica 11 gennaio
giovedì 1 gennaio 2026
TESSERAMENTO ASSOCIATIVO 2026
Creato il gruppo Allegre Marmotte il Primo maggio 2010 - divertita scommessa tra i monti della val di Fassa - e trasformatosi poi in associazione nel marzo 2019, negli anni ha maturato una propria strada di crescita con la buona intenzione di portare avanti dei progetti e delle idee legati a quella comune passione chiamata montagna, ampliandoli successivamente a nuovi interessi, eventi, curiosità e coinvolgendo in questo modo le persone in modo da dare un senso di appartenenza al gruppo. Abbiamo raggiunto un importante traguardo di vita associativa - 15 bellissimi anni - concretizzatosi con la grande festa di domenica 4 maggio 2025. Ora stiamo per entrare in un nuovo anno di attività ponendoci criticamente su ciò che è stato fatto e quali proposte intercalare nei prossimi mesi, una nuova opportunità per metterci alla prova e continuare sulla strada iniziata tanti anni fa. Insieme a tutte voi!
- La tessera associativa ha validità annuale, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026 e un valore di 10 euro e diventa obbligatoria per la partecipazione a tutti gli eventi organizzati dall'Associazione (non solo escursioni o gite, ma anche cene, feste, degustazioni in cantina, grigliate e similari)
- La tessera associativa non comprenderà l'assicurazione. Esclusivamente per le escursioni e i viaggi può essere proposta una assicurazione "temporanea" ovvero legata al singolo evento, a discrezione delle partecipanti
- I viaggi e le gite previste avranno una durata di 2-4 giorni di norma e, in questi casi sarà richiesta una caparra, pari al 25% del prezzo totale (art. 1386 c.c.), almeno una settimana prima dell'avvenimento
- Anche le cene, le apericene, i pranzi, etc da quest'anno richiederanno la caparra di € 10 da versarsi sulla nostra postepay
- La montagna avrà sempre un privilegio particolare con escursioni e cammini ma, in linea con i presupposti degli scorsi anni associativi, continueremo ad avviare altre formule organizzative (visite museali, incontri culturali, etc) e non solo, anche eventi enogastronomici legati alla promozione del territorio, dei prodotti e della cucina locale
- Per tutto il resto farà fede il Regolamento Ufficiale dell'Associazione Allegre Marmotte
- L'iscrizione può essere effettuata sulla nostra postapay evolution n° 5333 1712 2956 3610 a nome Teodolinda Mian (causale TESSERAMENTO ASSOCIAZIONE ALLEGRE MARMOTTE anno 2026) IBAN: IT20P3608105138244435344441oppure durante la partecipazione ai nostri programmiInfo: 347 1527671 (anche per la richiesta del Regolamento Ufficiale), le nostre pagine Facebook e il blog allegremarmotte.blogspot.com


































