lunedì 25 maggio 2026

PROGRAMMAZIONE 2026

- La Val di Fumo (TN) - 2 giugno
- Museo Santa Giulia Brescia "A passo lento" - sabato 6 giugno
- Escursione sui colli Euganei e cena al "Cacio e Pepe" - domenica 7 giugno
- Le Marmottiadi (16° anno) - sabato 20 giugno
- Trekking al castello scomparso della Contessa di Dolèda (Canazei Val di Fassa – domenica 28 giugno
- Il Cammino di Oropa nel vercellese - (8-11 luglio)
- Villa Selvatico a Battaglia terme (PD) - domenica 19 luglio
- La via del Pan in Val di Fassa - domenica 26 luglio
- Sul Mincio in canoa - (luglio)
- Breve tour della Valle d'Aosta - (28-30 agosto)
- La Magnalonga in Vallegarina (TN) -6 settembre
- Saint Michel e dintorni - (21-24 settembre)
- Lungo week end a Roma (metà ottobre)
- Alla Guana del Primiero (opera di Martalar) TN - (fine ottobre)
…e tanto altro ancora da elaborare insieme a voi!

Le escursioni in montagna tra le Dolomiti e le Prealpi lombarde, le cene, pranzi e apericene saranno inseriti di volta in volta nel programma considerando anche il venerdì sera e il sabato.

Consideriamo proposte dalle nostre associate da mettere in programmazione!

Contatto telefonico: 347 1527671
La nostra mail: allegremarmotte@gmail.com
Il nostro blog: allegremarmotte.blogspot.com

lunedì 11 maggio 2026

TUTTI I NUMERI SONO STATI PRENOTATI!!

Secondo cesto targato 2026 con estrazione sulla ruota di GENOVA, sabato 30 maggio. Il primo numero estratto riceverà un ricco cesto comprendente 5 litri di olio extravergine di oliva e un ingresso di 2 ore in una delle terme a discrezione del numero vincente. Come al solito premieremo anche il 2°-3°-4° e 5° numero estratto.
Info al 347 1527671, sulle nostre pagine Facebook e su questo blog 

domenica 26 aprile 2026

Giro del Monte Orfano (Rovato) - sabato 25 aprile

Una delle escursioni più suggestive in Lombardia è la traversata del Monte Orfano, isolato rilievo prealpino di 452 metri di altezza, situato fra i comuni di Erbusco, Rovato e Cologne e Coccaglio, che emerge dalla pianura al margine sud-occidentale della Franciacorta.
La traversata del Monte Orfano è un’escursione facile con un dislivello minimo anche se alcuni tratti sentieristici (tipo il Senter del Funtanì-Cai 985) presentano pendenze importanti. La partenza dell’itinerario avviene dallo splendido complesso conventuale della Santissima Annunciata, edificato tra il 1149 e il 1452, che sorge a balcone sulla pianura tra gli ulivi e i vigneti caratteristici di questo territorio. Dal piazzale ci incamminiamo sulla strada cementata, chiusa da una sbarra che sale a sinistra. Seguendola, in una decina di minuti di cammino, si raggiunge l'antica Pieve di San Michele le cui origini longobarde sono ascrivibili al VI secolo. Passiamo vicino ad una pozza d'acqua in mezzo al bosco e da questa in breve scendiamo a incrociare la strada che sale da Coccaglio. Percorriamo quest’ultima per un breve tratto e la lasciamo per imboccare sulla nostra destra un sentiero che sale fino alla non lontana Croce di Coccaglio (mt 315). Raggiunto il parcheggio della Trattoria Genuisì, l’itinerario riprende a salire costeggiando l’annesso vigneto, poco più in alto giungiamo alla Madonnina e da questa saliamo alla Croce di Erbusco (mt 381).
La vista ci regala una splendida panoramica sulla pianura e sui paesi alla base del Monte Orfano. L’altalenante percorso scende poi attraverso un boschetto di pini neri e accosta per un breve tratto la strada asfaltata che sale da Cologne. Superato uno dei tanti capanni da caccia, lasciamo la carrozzabile per riprendere sulla destra il sentiero che porta alla Croce di Cologne (mt 440). Poco oltre la Croce, nei pressi del ripetitore, il Monte Orfano tocca la sua massima elevazione (mt 452). A dire il vero chiamarlo monte è un po’ eccessivo vista la modesta altitudine eppure nel percorrere la cresta, la sensazione che trasmette non è quella di camminare su una collina poiché i suoi versanti ripidi danno l’illusione di un’altezza superiore alla realtà, circondate anche da un vastissimo panorama. Comunque dopo aver superato un bosco di castagni, giungiamo alla Croce di Zocco, il capolinea della nostra traversata. Dalla croce il panorama spazia in direzione del Monte Alto, del Lago d’Iseo, del Monte Guglielmo e di una vasta porzione della Franciacorta, mentre a sud possiamo scorgere gli appennini piacentini. Prendiamo il sentiero (Variante sud) che scende a mezza costa parallelamente al sovrastante tracciato principale fino al punto di congiunzione.
Recuperato il percorso dell'andata raggiungiamo il grande Sacrario dei Caduti, zona sacra antistante il rifugio degli alpini, e poi in facile passeggiata - in un
territorio che ospita, in raro equilibrio, natura e cultura insieme - ci si riporta sull'affaccio panoramico di Rovato.

PARTENZA: SS. Annunciata mt 260
SEGNAVIA: Cai 980-981-985-986
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 230
ALTITUDINE: mt 452
LUNGHEZZA: km 11,7



domenica 29 marzo 2026

Lo splendido anello del lago di Endine nella bergamasca - sabato 28 marzo

Il lago di Endine è un meraviglioso specchio d'acqua incastonato tra le colline della Val Cavallina, sulle cui acque, color verde scuro,si rispecchiano le montagne che lo circondano creando una fantastica cornice panoramica di boschi, vallate e conche prative. Il lago è alimentato da torrenti montani ed ha un unico emissario, il Cherio, che scorre per andare a confluire nel fiume Olio. Le rive del lago, conservando intatto il loro ambiente naturale, alternano fitti canneti, ricchi di fauna ittica e avicola, a piccole spiagge dove sostare. La sponda occidentale, particolrmente antropizzata, è più soleggiata rispetto alla sponda orientale, che risultando meno abitata, conserva intatto il suo aspetto naturalistico.
Il nostro itinerario parte da Spinone al Lago, dopo aver lasciato l’auto nei pressi della chiesetta di San Pietro in Vincoli risalente all'undicesimo secolo. Noi purtroppo lo abbiamo trovato chiuso ma al suo interno custodisce una cinquecentesca Madonna con Bambino e dodici dipinti, nella zona del presbiterio, raffiguranti sei sibille (Chimica, DelficaEllespontica, Eritrea, Persica e Samia) alternate a sei profeti (AbacucDavideEzechieleGeremiaIsaia e Mosè), riconducibili alla scuola di Lorenzo Lotto
. Attraversata la statale si giunge in pochi passi sulle sponde del lago, Da qui si snoda un sentiero percorribile in entrambe le direzioni su un percorso totale di circa 16 chilometri, interamente pianeggiante.Imbocchiamo la passeggiata che costeggia il lago tenendolo sulla destra e nonostante proceda parallela alla strada si cammina tra il verde degli alberi e il blu del lago. 
Poco più in su, nei pressi dell’abitato di Bianzano, si intravede il Castello Suardi con la sua massiccia torre a pianta quadrangolare. 
Superiamo i paesi di Dosso e Madrera, fino a Ranzanico al Lago. Qui, subito dopo l’abitato, si trova l’ex Filanda Suardi importante edificio paleoindustriale ottocentesco di questa zona.Si continua in direzione di Endine Gaiano ma non per molto. L'idilliaco scenario lacustre lascia il passo al marciapiede sulla rumorosa statale del Tonale e della Mendola che si sviluppa lungo la punta del lago, prima di raggiungere la bella passerella di legno - opportunamente segnalata - che ci permette di raggiungere in poco tempo la sponda opposta del lago di Endine. Da questo lato purtroppo è necessario percorrere un paio di chilometri su asfalto, sul bordo di una provinciale senza marciapiede. Un vero peccato, ma a livello del lago ci sono molte proprietà private che ne precludono l’accesso. Prima di raggiungere la seicentesca chiesa di San Michele Arcangelo il tracciato pedonale del lago ritorna ad essere una meraviglia. Ci fermiamo per un veloce panino intente a scrutare le sue acque calme e lucenti che riflettono le minuscole case che ne coprono le pendici, il verde intenso delle montagne che lo cingono e l’azzurro cristallino del cielo
Lasciata San Felice in direzione del borgo di Monasterolo del Castello, raggiungiamo Fonte Smeraldina. In questa zona ci sono infatti quattro fonti, due più ferruginose, una ricca di idrogeno solforato e dall’inconfondibile odore, e una particolarmente apprezzata perché ricca di minerali, limpida e fresca. L’ultima parte di percorso, tra Monasterolo e Spinone, è quella sicuramente più bella. Il sentiero non si allontana mai dalla sponda del lago di Endine, aprendosi in un grande prato a Monasterolo, nei pressi della Chiesa di San Salvatore. Questa piccola oasi di pace è animata da molte persone che si fermano al Biali Bar, noi comprese, e si godono gli ultimi raggi di sole della giornata. A una ventina di minuti di camminata oltre l’abitato di Monasterolo si incontra anche il castello del borgo che purtroppo - tranne che per rare visite guidate - è utilizzato solo per ricevimenti privati, in posizione strategica su una collinetta proprio sulla punta inferiore del lago. Dopo tutti i chilometri macinati durante la giornata, il nostro giro ad anello del lago di Endine si conclude da dove siamo partite, nel borgo di Spinone al Lago, davanti a una birra fresca del birrificio locale Valcavallina.

domenica 22 marzo 2026

Anello delle cinque cime di Parzanica (BG) - sabato 21 marzo

Parzanica è un piccolo comune della provincia di Bergamo situato a 759 metri di altezza che sovrasta la sponda occidentale del Lago d’Iseo. Attorno al paese, a far quasi da anfiteatro ci sono i crinali che collegano i cinque colli: Monte Creò, Punta del Bert, Monte Mandolino, Monte Cremona e Monte Saresano, all’incirca tutti sui mille metri di quota in un fantastico ambiente prealpino. La strada principale che arriva a Parzanica aggira il paese dall’alto fino a prendere via Belvedere dove si trova un ampio parcheggio già preso d'assalto da un pullman carico di escursionisti del Cai di Parma. L’itinerario ha inizio dalla stradetta chiusa al traffico con segnavia Cai 721, dapprima mulattiera cementata e poi sentiero, che sale ripidissima verso la Chiesa della Santissima Trinità che sorge su un piccolo pianoro del Mut dei Pagà a 969 metri. Si devia dal sentiero principale per visitare la struttura medievale e per godere del paesaggio, forse il migliore di tutta l’escursione. Si ammira la parte più settentrionale del Lago d’Iseo mentre l’orizzonte offre la visione delle principali cime delle Alpi Orobie e della Presolana. In lontananza si vedono le cime dell’Adamello, ad oriente è ben visibile la Corna Trenta Passi e il Monte Guglielmo mentre nella parte centrale del lago emerge Monte Isola e i due pittoresci isolotti: l'Isola di Loreto (a nord) e l'Isola di San Paolo (a sud) fiabesche ma non visitabili.
Ritorniamo sul sentiero principale prosegueguendo risalendo le pendici del Monte Creò (mt 1106) la cui sommità è deturpata da antenne e ripetitori. Il percorso prosegue su ampia sterrata, verso la cima successiva, la Punta del Bert (mt 1107), con ben visibile all’orizzonte la forma a vela del Monte Bronzone (mt 1334), massima elevazione della zona, mentre verso occidente si vede il Monte Torrezzo chiudere l’omonima valle che parte da Fonteno. Ad un certo punto, è necessario abbandonare la stradella che si abbassa di quota, per risalire sulla destra e su tracce di sentiero verso il crinale soprastante e quindi camminare rimanendo tra il bosco e lo scosceso prato fino a raggiungere il versante meridionale della Punta del Bert. Anche qui il paesaggio offre scorci magnifici sul Sebino. Di fronte a noi c’è il Monte Mandolino (mt 1108) che si raggiunge dopo essere scesi ad una sella e aver attraversato una proprietà con roccolo e recinzione. Passando a sinistra della cima, sul costone prativo, in breve si perviene al Monte Cremona (mt 1083). Ora si entra in un bosco silente, poi si scende sui prati dove è situata la cascina Saresano ed infine si risale brevemente dalla parte opposta fino all’omonimo monte. 
Si ridiscende alla cascina Saresano e con un bel sentiero boschivo caliamo verso Parzanica a chiudere l’anello.

PARTENZA: Parzanica (mt 759)
SEGNAVIA: 568-701-721-723
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 350
ALTITUDINE: mt 1106
LUNGHEZZA: km 10,5

lunedì 23 febbraio 2026

Alla Croce di Marone - domenica 22 febbraio

Lasciate le case di Cislano, si va a prendere una stradella sulla destra con indicazione il Monte Guglielmo parcheggiando nello slargo di fronte al ristorante Englar (mt 640). Ci avviamo lungo l'asfalto seguendo l'indicazione del sentiero 226 della Valle di Gasso, Rifugio Croce di Marone a ore 1.20 anche se in realtà questo è il tempo occorrente utlizzando le varie scorciatoie che tagliano i tornanti. Noi abbiamo preferito percorrere per intero la strada che sale con pendenza leggera e costante con una tempistica ovviamente maggiore. Al primo tornante sinistrorso trascuriamo una strada che prosegue diritto verso la Cava Calarusso dalla quale partono i carrelli sospesi che attraversano più volte la provinciale precedentemente percorsa (mt 650). Con lo sguardo riusciamo a vedere il sottostante abitato mentre ci addentriamo nella Valle di Gasso inseguite dalle cime dei Corni Stretti a sinistra e da Punta Calarusso alla nostra destra (mt 859). Continuiamo a salire incrociando il sentiero 231 che porta a Punta Val Fellera (mt 1114), Monte Pura (mt 1007) e Punta Tisdel (mt 1330). Noi proseguiamo diritto e poco dopo troviamo il casello dell'acquedotto Serbatoio Calchera e una fresca fontana. Superato un altro tornante e preceduta da un parcheggio chiuso da una stanga, giungiamo alla Cascina Failungo, un bianco edificio che troviamo sulla sinistra (mt 780). Nell'entrare in una faggeta troviamo le prime tracce di neve sull'ampio sentiero. Poco più avanti, girando a sinistra, guadiamo il Val Busa torrente principale della Val di Gasso (mt 820). Proseguendo sulla carrareccia, con la solita pendenza poco accentuata, dopo un tornante sinistrorso intravediamo la liscia parete della Corna Frere che sembra quasi sbucare dal nulla e a destra nell'ampio prativo la Cascina Splazza di Sotto.
Alcune cunette per lo scolo dall'acqua attraversano il cammino. Dopo il successivo tornante passiamo a valle della Corna Frere. Il bosco diventa più rado. Il paesaggio è brullo e ricorda ambienti ben più elevati. Superata una curva a destra, sulla sommità di una radura scorgiamo Cascina Splazza di Sopra, la aggiriamo mentre si ode lo scorrere del torrente senza riuscire a scorgerlo tra gli alberi. Poco dopo sulla sinistra si stacca il sentiero 230 dell'Uccellatore e alla ferrata Corna delle Capre. Più avanti ritroviamo il torrente che scorre intubato. Salendo, il bosco si defila un pochino permettendoci di osservare un bel panorama sulla sottostante vallata e sui monti in lontananza ma poco più avanti rientriamo nella selva boschiva. Un altro paio di tornanti e passiamo a valle di una vecchia casa di pietra arrivando alla Forcella di Gasso a quota 1126 metri. Alla destra c'è la bella piramide della Punta Tisdel e, successivamente, incrociamo il segnavia 232 di Predel, I Gnaf, Rucca e Tredici Piante. Finalmente sulla destra tra gli alberi fa capolino il Monte Guglielmo (mt 1957) e località Croce di Marone (mt 1166) è ad una manciata di minuti di cammino. L'omonimo rifugio è ancora chiuso, intorno il silenzio regna sovrano...
Da questo punto si può proseguire sulla carrareccia che porta fino al rifugio Almici (ancora chiuso) quasi in vetta al Guglielmo. 

PARTENZA: Cislano (mt 615)
SEGNAVIA: 226, 226A
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 555
ALTITUDINE: mt 1166
LUNGHEZZA: km 8,2

lunedì 2 febbraio 2026

La vecchia litoranea tra Vello e Toline - domenica 1 febbraio

Vello e Toline sono due piccoli paesi della sponda bresciana del Lago d’Iseo, il primo è una frazione di Marone mentre il secondo appartiene al comune di Pisogne. I due borghi sono collegati dalla vecchia strada litoranea dismessa, lunga circa 5 chilometri, trasformata in percorso ciclopedonale - condiviso quindi da ciclisti e pedoni con questi ultimi che hanno sempre la precedenza - senza alcun dislivello e che costeggia scenograficamente le tranquille acque del lago. Passo dopo passo lascia che si apra la via a contemplare di questi luoghi la bellezza ora visibile dopo lungo oblio. Abbi cura di questa strada che l’impegno di tanti ha riconsegnato a te che vai… sono queste le parole incise su una targa che si può leggere all’inizio del percorso. Da un lato troviamo le alte pareti verticali della montagna attraversate da brevi gallerie scavate nella roccia e, dall’altro, le acque blu del Sebino e in particolare l’orrido di Castro sulla riva bergamasca. Noi abbiamo preferito percorrere il tracciato la mattina in quanto le luci colpiscono la sponda opposta e il paesaggio si rivela in tutta la sua bellezza. Dopo aver attraversato l’abitato di Vello ci si ritrova davanti all’ingresso della Vello-Toline. L'antica strada, a tratti leggermente sinuosa, costeggia il lago passando per il solco inciso della Valle Finale e termina al piccolo promontorio della Punta delle Croci Bresciane dove il lago d’Iseo presenta la sua sezione più stretta. 
Da questo punto abbiamo proseguito raggiungendo in breve Pisogne. Il ritorno avviene a ritroso sul medesimo itinerario (16 chilometri totali)

lunedì 19 gennaio 2026

Dalla Pieve di Santa Maria Vecchia nei boschi della Val Volpera (Gussago) - domenica 18 gennaio

Oggi andiamo alla scoperta della Val Volpera, lungo un percorso che si sviluppa sul versante del Monte Roccoli (Gussago), area collinare nella Franciacorta, che tra boschi e dorsali collegano località come Camaldoli, Quaroncino e la Casina Bianca.
La giornata è bigia ma non fredda. Avvolte dal silenzio del centro franciacortino ci si incammina dal prato della millenaria Pieve di Santa Maria Vecchia imboccando la stradina posta a nord della chiesa. Il percorso prosegue lungo via Sovernighe, al primo bivio teniamo la sinistra mentre passiamo accanto al vecchio lavatoio, continuando per un breve tragitto in mezzo alle case fino ad imboccare lo sterrato che costeggia Villa Chinelli. Superato il sottopasso della strada provinciale 19 si prosegue sulla stradella che sale fino ad un cancello di legno e da qui imbocchiamo il sentiero sulla sinistra che in leggera salita si addentra in un bosco di frassini, carpini e roverelle. Il tracciato prosegue alternando tratti su brevi salti rocciosi ad altri pianeggianti. Raggiunto un rio quasi in secca, lo varchiamo tranquillamente per poi costeggiarlo per una cinquantina di metri ora sì in ripida salita. Improvvisi colpi di fucile a brevissima distanza dalla nostra posizione ci obbligano ad alzare la voce per farci riconoscere. Sono tre cacciatori. A cosa stiano sparando non ci è dato a sapere. Ripresa la salita raggiungiamo un breve spiazzo in cui si gode uno splendido scorcio panoramico che spazia dalla valletta sottostante a tutta la pianura da cui spiccano la collina della Santissima ed il Monte Orfano. Da questo punto si aprono tre sentieri: a destra si può facilmente raggiungere la strada dei Camaldoli, diritti si percorre un itinerario parallelo al nostro, noi invece procediamo a sinistra che attraversa il rio e prosegue in falsopiano. In alto a sinistra, sul monte Navezzone, semicoperto dalla pineta che lo circonda, si intravede il vecchio eremo dei frati camaldolesi costruito nel 1639. Il sentiero ha un andamento pianeggiante intervallato da brevi saliscendi, alternando tratti panoramici ad altri nel cuore della boscaglia.
Sulla nostra sinistra troviamo una bella ceppaia di rovere e poco oltre ci fermiamo sul limitare di un ripido prato dove possiamo spaziare con lo sguardo sul panorama sottostante dove, nonostante la giornata non sia particolarmente tersa, si intravedono anche gli Appennini. Da qui il sentiero comincia a scendere inoltrandosi in un bosco di castagni e piccoli carpini che conduce verso la Cascina Rocca. Arrivate all'impluvio il nostro itinerario scende a sinistra ma preferiamo proseguire diritte in direzione dell'antica costruzione. La cascina è stata costruita probabilmente intorno al 1729, come inciso sul portale in pietra dell'ingresso, ma purtroppo giace nel più desolante stato di abbandono. Dopo questa breve sosta torniamo sui nostri passi ed imbocchiamo il sentiero che scende per il primo tratto lungo i resti del crollo di grosso castagno che ha deviato il tracciato. Sulla nostra sinistra appare una traccia che scende verso il fondo del rio dove, da una formazione rocciosa ricoperta di muschio e felce, sgorga una piccola sorgente mentre ai suoi piedi si intravvedono i resti di una vasca probabilmente utilizzata per l'abbeveramento del bestiame. Il sentiero, dopo un primo tratto in piano, riprende a scendere affrontando alcuni salti di roccia. Davanti a noi iniziamo a intravvedere un palo della luce elettrica mentre sulla sinistra si stacca un sentiero che si percorre agevolmente per i primissimi metri, dopodichè si comincia a scendere rapidamente all'interno di un boschetto di robinie. Arrivate a valle si svolta a destra, ora si continua in leggera discesa sino a giungere nuovamente al sottopasso della provinciale,
ripercorrendo al contrario il tratto che ci riporta alla bellissima pieve romanica purtroppo non visitabile.

PARTENZA: Pieve di Santa Maria mt 200
SEGNAVIA: S1
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 230
ALTITUDINE: mt 430
LUNGHEZZA: km 5

lunedì 12 gennaio 2026

Illasi e il suo bel castello - domenica 11 gennaio

Un bel percorso ad anello per scoprire le ricchezze di Illasi, città dell’olio e del vino, e l'antico maniero posto a difesa del borgo e a controllo delle colline circostanti insieme al vicino Castello di Soave, tra ulivi, vigneti, alberi secolari e particolari elementi storico-artistici. Il nostro percorso segue fedelmente uno dei tre circuiti che caratterizzano la "Corrillasi" (quello intermedio di 12 chilometri), evento podistico non competitivo che si svolge la seconda domenica di marzo. Il punto di partenza è collocato davanti alla Chiesa di San Giorgio Martire che mantenne la sua fisionomia romanica fino al diciannovesimo secolo poi demolita per lasciar posto alla nuova chiesa costruita tra il 1840 e il 1865. Su un lato della piazza principale la maestosa villa Pompei Carlotti. Superato l'antico oratorio di San Rocco, ora sede dell'associazione "Giardino Musicale", si percorre via Strada Nuova per raggiungere il Poggio Belvedere da quale è possibile ammirare la vallata e l'antico borgo. Proseguendo su stradella asfaltata, con una piccola deviazione a destra si raggiunge l'ottocentesca Villa Trabucchi e la sua importante cantina i cui terreni si estendono a cavallo della Valpolicella e le terre del Soave. Accanto la chiesetta di San Marco del 1958, sempre aperta al pubblico. Si percorre a ritroso il tratto per tornare sul percorso principale che dal Monte Tenda (mt 235) prosegue verso le rovine della roccaforte. Il castello, edificato nel X secolo, diventa proprietà della potente famiglia dei Montecchi tre secoli più tardi. Nel 1243 viene occupato da Ezzelino da Romano. Agli inizi del Quattrocento la terraferma veneta è dominata dalla Serenissima che per quasi quattrocento anni beneficia di uno stato di relativa pace e prosperità, interrotti dall'invasione napoleonica. Nel 1509 La Repubblica di Venezia concede il feudo al valoroso condottiero Girolamo Pompei, detto “Malanchino”, la cui famiglia vantava diritti in quel di Illasi. Il bel castello non è visitabile (è proprietà privata) ma è comunque possibile ammirarne la struttura esterna e le mura possenti. Immerse nella quiete della campagna veneta si procede verso sud, lungo un tratto della famosa “Vecia Via della Lana” che va a raggiungere il Santuario del Crocefisso di San Felice, posto sul valico tra val Tramigna e val d'Illasi, che custodisce numerosi affreschi tra cui una Crocifissione databile intorno al XIV secolo. Attraversata la provinciale 37 si continua sull'antica via di transumanza della lana grezza di queste vallate, dove l'acciottolio dei sassi calpestati ci accompagna per un lungo tratto, poi ecco il bivio a sinistra che conduce alla fontana di Arano, citata in documenti quattrocenteschi anche se la vasca odierna non è quella originale. Da qui si segue via Italia Nuova che attraversa il silenzioso centro abitato di Cellore. Dopo aver abbandonato l'asfalto, in un susseguirsi di vigneti ed uliveti, oltrepassiamo
le località Forade e Grazoi prima del tratto finale di Illasi. 

PARTENZA: Illasi mt 157
SEGNAVIA: "Corrillasi" percorso medio
DIFFICOLTA': T
DISLIVELLO: mt 135
ALTITUDINE: mt 290
LUNGHEZZA: km 12

giovedì 1 gennaio 2026

TESSERAMENTO ASSOCIATIVO 2026

Creato il gruppo Allegre Marmotte il Primo maggio 2010 - divertita scommessa tra i monti della val di Fassa - e trasformatosi poi in associazione nel marzo 2019, negli anni ha maturato una propria strada di crescita con la buona intenzione di portare avanti dei progetti e delle idee legati a quella comune passione chiamata montagna, ampliandoli successivamente a nuovi interessi, eventi, curiosità e coinvolgendo in questo modo le persone in modo da dare un senso di appartenenza al gruppo. Abbiamo raggiunto un importante traguardo di vita associativa - 15 bellissimi anni - concretizzatosi con la grande festa di domenica 4 maggio 2025. Ora stiamo per entrare in un nuovo anno di attività ponendoci criticamente su ciò che è stato fatto e quali proposte intercalare nei prossimi mesi, una nuova opportunità per metterci alla prova e continuare sulla strada iniziata tanti anni fa. Insieme a tutte voi!

Ecco i punti considerati per l'anno associativo 2026
  • La tessera associativa ha validità annuale, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026 e un valore di 10 euro e diventa obbligatoria per la partecipazione a tutti gli eventi organizzati dall'Associazione (non solo escursioni o gite, ma anche cene, feste, degustazioni in cantina, grigliate e similari)
  • La tessera associativa non comprenderà l'assicurazione. Esclusivamente per le escursioni e i viaggi può essere proposta una assicurazione "temporanea" ovvero legata al singolo evento, a discrezione delle partecipanti
  • I viaggi e le gite previste avranno una durata di 2-4 giorni di norma e, in questi casi sarà richiesta una caparra, pari al 25% del prezzo totale (art. 1386 c.c.), almeno una settimana prima dell'avvenimento 
  • Anche le cene, le apericene, i pranzi, etc da quest'anno richiederanno la caparra di € 10 da versarsi sulla nostra postepay
  • La montagna avrà sempre un privilegio particolare con escursioni e cammini ma, in linea con i presupposti degli scorsi anni associativi, continueremo ad avviare altre formule organizzative (visite museali, incontri culturali, etc) e non solo, anche eventi enogastronomici legati alla promozione del territorio, dei prodotti e della cucina locale
  • Per tutto il resto farà fede il Regolamento Ufficiale dell'Associazione Allegre Marmotte
  • L'iscrizione può essere effettuata sulla nostra postapay evolution n° 5333 1712 2956 3610 a nome Teodolinda Mian (causale TESSERAMENTO ASSOCIAZIONE ALLEGRE MARMOTTE anno 2026) IBAN: IT20P3608105138244435344441
    oppure durante la partecipazione ai nostri programmi
    Info: 347 1527671 (anche per la richiesta del Regolamento Ufficiale), le nostre pagine Facebook e il blog allegremarmotte.blogspot.com