Oggi andiamo alla scoperta della Val Volpera, lungo un percorso che si sviluppa sul versante del Monte Roccoli (Gussago), area collinare nella Franciacorta, che tra boschi e dorsali collegano località come Camaldoli, Quaroncino e la Casina Bianca.
La giornata è bigia ma non fredda. Avvolte dal silenzio del centro franciacortino ci si incammina dal prato della millenaria Pieve di Santa Maria Vecchia imboccando la stradina posta a nord della chiesa. Il percorso prosegue lungo via Sovernighe, al primo bivio teniamo la sinistra mentre passiamo accanto al vecchio lavatoio, continuando per un breve tragitto in mezzo alle case fino ad imboccare lo sterrato che costeggia Villa Chinelli. Superato il sottopasso della strada provinciale 19 si prosegue sulla stradella che sale fino ad un cancello di legno e da qui imbocchiamo il sentiero sulla sinistra che in leggera salita si addentra in un bosco di frassini, carpini e roverelle. Il tracciato prosegue alternando tratti su brevi salti rocciosi ad altri pianeggianti. Raggiunto un rio quasi in secca, lo varchiamo tranquillamente per poi costeggiarlo per una cinquantina di metri ora sì in ripida salita. Improvvisi colpi di fucile a brevissima distanza dalla nostra posizione ci obbligano ad alzare la voce per farci riconoscere. Sono tre cacciatori. A cosa stiano sparando non ci è dato a sapere. Ripresa la salita raggiungiamo un breve spiazzo in cui si gode uno splendido scorcio panoramico che spazia dalla valletta sottostante a tutta la pianura da cui spiccano la collina della Santissima ed il Monte Orfano. Da questo punto si aprono tre sentieri: a destra si può facilmente raggiungere la strada dei Camaldoli, diritti si percorre un itinerario parallelo al nostro, noi invece procediamo a sinistra che attraversa il rio e prosegue in falsopiano. In alto a sinistra, sul monte Navezzone, semicoperto dalla pineta che lo circonda, si intravede il vecchio eremo dei frati camaldolesi costruito nel 1639. Il sentiero ha un andamento pianeggiante intervallato da brevi saliscendi, alternando tratti panoramici ad altri nel cuore della boscaglia.

Sulla nostra sinistra troviamo una bella ceppaia di rovere e poco oltre ci fermiamo sul limitare di un ripido prato dove possiamo spaziare con lo sguardo sul panorama sottostante dove, nonostante la giornata non sia particolarmente tersa, si intravedono anche gli Appennini. Da qui il sentiero comincia a scendere inoltrandosi in un bosco di castagni e piccoli carpini che conduce verso la Cascina Rocca. Arrivate all'impluvio il nostro itinerario scende a sinistra ma preferiamo proseguire diritte in direzione dell'antica costruzione. La cascina è stata costruita probabilmente intorno al 1729, come inciso sul portale in pietra dell'ingresso, ma purtroppo giace nel più desolante stato di abbandono. Dopo questa breve sosta torniamo sui nostri passi ed imbocchiamo il sentiero che scende per il primo tratto lungo i resti del crollo di grosso castagno che ha deviato il tracciato. Sulla nostra sinistra appare una traccia che scende verso il fondo del rio dove, da una formazione rocciosa ricoperta di muschio e felce, sgorga una piccola sorgente mentre ai suoi piedi si intravvedono i resti di una vasca probabilmente utilizzata per l'abbeveramento del bestiame. Il sentiero, dopo un primo tratto in piano, riprende a scendere affrontando alcuni salti di roccia. Davanti a noi iniziamo a intravvedere un palo della luce elettrica mentre sulla sinistra si stacca un sentiero che si percorre agevolmente per i primissimi metri, dopodichè si comincia a scendere rapidamente all'interno di un boschetto di robinie. Arrivate a valle si svolta a destra, ora si continua in leggera discesa sino a giungere nuovamente al sottopasso della provinciale,

ripercorrendo al contrario il tratto che ci riporta alla bellissima pieve romanica purtroppo non visitabile.
PARTENZA: Pieve di Santa Maria mt 200
SEGNAVIA: S1
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 230
ALTITUDINE: mt 430
LUNGHEZZA: km 5