martedì 24 marzo 2026

Prossimamente...con le marmotte


PROGRAMMAZIONE 2026

  •   Anello del lago di Endine (BG) - sabato 28 marzo
  •   Trekking in definizione – domenica 12 aprile
  •   Camminata sul monte Orfano e cena a Trenzano (BS) - sabato 25 aprile
  •   Viel del Pan e la Val di Fassa (TN) - (16-17 maggio)
  •   La Val di Fumo (TN) - 2 giugno
  •   Alla Guana del Primiero (opera di Martalar) TN - domenica 21 giugno
  •  Trekking al castello scomparso della Contessa di Dolèda (Canazei Val di   Fassa – domenica 28 giugno
  •  Il Cammino di Oropa nel vercellese - (8-11 luglio)
  •  Sul Mincio in canoa - (luglio)
  •  Escursione sull’appennino modenese - (agosto)
  •  Lungo week-end a Roma - (metà settembre)
  •  Le mitteleuropee Trieste e Gorizia - (primi ottobre)

…e tanto altro ancora da elaborare insieme a voi! 

Le escursioni in montagna tra le Dolomiti e le Prealpi lombarde, le cene, pranzi e apericene saranno inseriti di volta in volta nel programma considerando anche il venerdì sera e il sabato.

Consideriamo proposte dalle nostre associate da mettere in programmazione!

Contatto telefonico: 347 1527671
La nostra mail: allegremarmotte@gmail.com
Il nostro blog: allegremarmotte.blogspot.com


domenica 22 marzo 2026

Anello delle cinque cime di Parzanica (BG) - sabato 21 marzo

Parzanica è un piccolo comune della provincia di Bergamo situato a 759 metri di altezza che sovrasta la sponda occidentale del Lago d’Iseo. Attorno al paese, a far quasi da anfiteatro ci sono i crinali che collegano i cinque colli: Monte Creò, Punta del Bert, Monte Mandolino, Monte Cremona e Monte Saresano, all’incirca tutti sui mille metri di quota in un fantastico ambiente prealpino. La strada principale che arriva a Parzanica aggira il paese dall’alto fino a prendere via Belvedere dove si trova un ampio parcheggio già preso d'assalto da un pullman carico di escursionisti del Cai di Parma. L’itinerario ha inizio dalla stradetta chiusa al traffico con segnavia Cai 721, dapprima mulattiera cementata e poi sentiero, che sale ripidissima verso la Chiesa della Santissima Trinità che sorge su un piccolo pianoro del Mut dei Pagà a 969 metri. Si devia dal sentiero principale per visitare la struttura medievale e per godere del paesaggio, forse il migliore di tutta l’escursione. Si ammira la parte più settentrionale del Lago d’Iseo mentre l’orizzonte offre la visione delle principali cime delle Alpi Orobie e della Presolana. In lontananza si vedono le cime dell’Adamello, ad oriente è ben visibile la Corna Trenta Passi e il Monte Guglielmo mentre nella parte centrale del lago emerge Monte Isola e i due pittoresci isolotti: l'Isola di Loreto (a nord) e l'Isola di San Paolo (a sud) fiabesche ma non visitabili.
Ritorniamo sul sentiero principale prosegueguendo risalendo le pendici del Monte Creò (mt 1106) la cui sommità è deturpata da antenne e ripetitori. Il percorso prosegue su ampia sterrata, verso la cima successiva, la Punta del Bert (mt 1107), con ben visibile all’orizzonte la forma a vela del Monte Bronzone (mt 1334), massima elevazione della zona, mentre verso occidente si vede il Monte Torrezzo chiudere l’omonima valle che parte da Fonteno. Ad un certo punto, è necessario abbandonare la stradella che si abbassa di quota, per risalire sulla destra e su tracce di sentiero verso il crinale soprastante e quindi camminare rimanendo tra il bosco e lo scosceso prato fino a raggiungere il versante meridionale della Punta del Bert. Anche qui il paesaggio offre scorci magnifici sul Sebino. Di fronte a noi c’è il Monte Mandolino (mt 1108) che si raggiunge dopo essere scesi ad una sella e aver attraversato una proprietà con roccolo e recinzione. Passando a sinistra della cima, sul costone prativo, in breve si perviene al Monte Cremona (mt 1083). Ora si entra in un bosco silente, poi si scende sui prati dove è situata la cascina Saresano ed infine si risale brevemente dalla parte opposta fino all’omonimo monte. 
Si ridiscende alla cascina Saresano e con un bel sentiero boschivo caliamo verso Parzanica a chiudere l’anello.

PARTENZA: Parzanica (mt 759)
SEGNAVIA: 568-701-721-723
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 350
ALTITUDINE: mt 1106
LUNGHEZZA: km 10,5

domenica 15 marzo 2026

 Estrazione del lotto

                          Ruota di Napoli
                         Sabato 14 marzo
44-66-80-45-7

Un plauso ai numeri vincenti!!!

lunedì 19 gennaio 2026

Dalla Pieve di Santa Maria Vecchia nei boschi della Val Volpera (Gussago) - domenica 18 gennaio

Oggi andiamo alla scoperta della Val Volpera, lungo un percorso che si sviluppa sul versante del Monte Roccoli (Gussago), area collinare nella Franciacorta, che tra boschi e dorsali collegano località come Camaldoli, Quaroncino e la Casina Bianca.
La giornata è bigia ma non fredda. Avvolte dal silenzio del centro franciacortino ci si incammina dal prato della millenaria Pieve di Santa Maria Vecchia imboccando la stradina posta a nord della chiesa. Il percorso prosegue lungo via Sovernighe, al primo bivio teniamo la sinistra mentre passiamo accanto al vecchio lavatoio, continuando per un breve tragitto in mezzo alle case fino ad imboccare lo sterrato che costeggia Villa Chinelli. Superato il sottopasso della strada provinciale 19 si prosegue sulla stradella che sale fino ad un cancello di legno e da qui imbocchiamo il sentiero sulla sinistra che in leggera salita si addentra in un bosco di frassini, carpini e roverelle. Il tracciato prosegue alternando tratti su brevi salti rocciosi ad altri pianeggianti. Raggiunto un rio quasi in secca, lo varchiamo tranquillamente per poi costeggiarlo per una cinquantina di metri ora sì in ripida salita. Improvvisi colpi di fucile a brevissima distanza dalla nostra posizione ci obbligano ad alzare la voce per farci riconoscere. Sono tre cacciatori. A cosa stiano sparando non ci è dato a sapere. Ripresa la salita raggiungiamo un breve spiazzo in cui si gode uno splendido scorcio panoramico che spazia dalla valletta sottostante a tutta la pianura da cui spiccano la collina della Santissima ed il Monte Orfano. Da questo punto si aprono tre sentieri: a destra si può facilmente raggiungere la strada dei Camaldoli, diritti si percorre un itinerario parallelo al nostro, noi invece procediamo a sinistra che attraversa il rio e prosegue in falsopiano. In alto a sinistra, sul monte Navezzone, semicoperto dalla pineta che lo circonda, si intravede il vecchio eremo dei frati camaldolesi costruito nel 1639. Il sentiero ha un andamento pianeggiante intervallato da brevi saliscendi, alternando tratti panoramici ad altri nel cuore della boscaglia.
Sulla nostra sinistra troviamo una bella ceppaia di rovere e poco oltre ci fermiamo sul limitare di un ripido prato dove possiamo spaziare con lo sguardo sul panorama sottostante dove, nonostante la giornata non sia particolarmente tersa, si intravedono anche gli Appennini. Da qui il sentiero comincia a scendere inoltrandosi in un bosco di castagni e piccoli carpini che conduce verso la Cascina Rocca. Arrivate all'impluvio il nostro itinerario scende a sinistra ma preferiamo proseguire diritte in direzione dell'antica costruzione. La cascina è stata costruita probabilmente intorno al 1729, come inciso sul portale in pietra dell'ingresso, ma purtroppo giace nel più desolante stato di abbandono. Dopo questa breve sosta torniamo sui nostri passi ed imbocchiamo il sentiero che scende per il primo tratto lungo i resti del crollo di grosso castagno che ha deviato il tracciato. Sulla nostra sinistra appare una traccia che scende verso il fondo del rio dove, da una formazione rocciosa ricoperta di muschio e felce, sgorga una piccola sorgente mentre ai suoi piedi si intravvedono i resti di una vasca probabilmente utilizzata per l'abbeveramento del bestiame. Il sentiero, dopo un primo tratto in piano, riprende a scendere affrontando alcuni salti di roccia. Davanti a noi iniziamo a intravvedere un palo della luce elettrica mentre sulla sinistra si stacca un sentiero che si percorre agevolmente per i primissimi metri, dopodichè si comincia a scendere rapidamente all'interno di un boschetto di robinie. Arrivate a valle si svolta a destra, ora si continua in leggera discesa sino a giungere nuovamente al sottopasso della provinciale,
ripercorrendo al contrario il tratto che ci riporta alla bellissima pieve romanica purtroppo non visitabile.

PARTENZA: Pieve di Santa Maria mt 200
SEGNAVIA: S1
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 230
ALTITUDINE: mt 430
LUNGHEZZA: km 5