domenica 19 luglio 2026

Il Cammino di Oropa: un viaggio nell'anima (8-11 luglio)

Camminare il silenzio, dalle coste alle cime più alte, attraverso sentieri, parchi e riserve, accompagna il viandante lungo vie che si trasformano passo dopo passo in paesaggi interiori, dove la scelta del silenzio regala spazi alla riflessione in un tempo così frastornato dai rumori di un mondo irrequieto. Un popolo di camminatori che muove desideri disomogenei e contraddittori, l'esperienza della solitudine e quella della compagnia, la rottura temporanea con un ambiente conosciuto e la ricerca di una diversa base di sintonia con altri, una inquietudine spirituale o l'analisi di un collegamento con appartenenze remote. Siamo abituati a correre. Il mondo in cui viviamo ogni giorno lo richiede. Ma non in un cammino. É la fatica e il tempo impiegato che permettono di apprezzare pienamente il piccolo ma importante obiettivo raggiunto. Camminare vuol dire zaino in spalla e zaino in spalla vuol dire peso. Più leggero sarà lo zaino, più sarà facile affrontare l’intero cammino. Per questo imparare a vivere solo con le cose più essenziali riporta la nostra attenzione su quanto superfluo inseriamo nelle nostre vite. Abbiamo così deciso di percorrere il nostro primo vero cammino scegliendo quello che da Santhià raggiunge il maestoso Santuario di Oropa, a pochi chilometri da Biella in Piemonte, suddiviso in quattro tappe di difficoltà crescente. In pochi giorni si cammina dalla pianura agricola alle montagne, attraversando una grande foresta, toccando castelli, antichi borghi, luoghi dello spirito, ammirando panorami indimenticabili.
Martedì 7 luglio - Raggiungiamo Santhià nel tardo pomeriggio sostando al B&B "Giusy & Gabry" e, dietro suggerimento dei padroni di casa, si va a cenare al Ristorante Pizzeria Piccadilly, a due passi dal casello autostradale della A4, luogo privilegiato dei camionisti. E dove sostano loro si mangia davvero bene. Infatti il risotto al Barolo è stratosferico!
Mercoledì 8 luglio - Partenza della prima tappa di buon mattino (ore 7.05). Si inizia a camminare nella pianura intorno a Santhià, dominata dai campi coltivati e dalle risaie piene d’acqua, dove i dislivelli contenuti e il terreno facile permettono alle gambe di muoversi veloci e senza troppa fatica nonostante le temperature di questo luglio bollente. Questa tappa, come anche la seconda, segue il tracciato della Via Francigena. Seguire il percorso è piuttosto agevole, infatti lungo tutto il percorso sono presenti i segnavia gialli e neri con la scritta Cammino di Oropa. Dopo poco più di un’oretta arriviamo al punto di sosta gestito dalla onlus Maresca: l'Oasi del pellegrino. Qui ci offrono uno spuntino e il primo timbro della credenziale. Ora il caldo si fa sentire. Di seguito si raggiunge l’abitato medievale di Cavaglià per poi proseguire fino a Roppolo sulla collina morenica della Serra, in posizione strategica tra Biella, il Torinese e il Monferrato occidentale, che lo hanno reso un prezioso punto di controllo militare, come testimonia il maestoso castello in posizione dominante sul territorio circostante. Sosta di tappa alla Casa del Movimento Lento promotrice del Cammino di Oropa, della cultura del viaggio lento e di un turismo sostenibile mentre per la cena raggiungiamo la Trattoria Tarello, unico locale del piccolo comune, con ottimi piatti piemontesi e un proprietario all'apparenza burbero ma appassionato del suo territorio (km 15,6 mt 165)
Giovedì 9 luglio - Sempre di primo mattino, la seconda tappa segna un cambio di ambientazione. La pianura e i campi coltivati lasciano spazio ad un ambiente più boschivo. Siamo infatti nel bel mezzo della Serra d’Ivrea, l’anfiteatro morenico più grande d’Europa. Per quanto il dislivello della tappa sia contenuto l’ambiente cambia, il panorama è più verde e rigoglioso, si attraversano aree aperte alternate a zone più boscose. Da Roppolo dopo aver superato la chiesa di San Rocco, si lascia sulla sinistra il castello imboccando poco più avanti uno sterrato che sale decisamente. Dall'alto ammiriamo il lago di Viverone e fra casolari, vigneti e campi coltivati raggiungiamo il piccolo lago di Bertignano dopo aver attraversato l’omonimo borgo. Una bella forestale prosegue in direzione della cava di Purcarel, importante testimonianza della presenza dell’uomo in queste terre fin dal Neolitico, per poi incrociare il sentiero della Gran Traversata del Biellese (GTB) che percorriamo sino a Zimone, dove ci concediamo una breve sosta prima di continuare verso il Monastero di Bose e raggiungere successivamente il duecentesco Ricetto di Magnano che domina il piccolo borgo adagiato sul crinale della collina sud-orientale della Serra d’Ivrea. Da qui lungo sentieri nascosti nei boschi (e con nugoli di zanzare a farci compagnia) si giunge a Torrazzo. Sosta di tappa al B&B "Dalla Mami" e cena al Bocciodromo della Serra, locale molto spartano ma davvero notevole la qualità dei piatti proposti (km 16 mt 340)
Venerdì 10 luglio - La sveglia suona puntuale anche oggi. Lasciamo Torrazzo per imboccare un sentiero che si inoltra nella foresta. Con una piccola deviazione raggiungiamo lo Stagno di Prà, ridotto ad una pozzanghera, e poco dopo si arriva al bel laghetto Cossavella. Il paesaggio muta, si cammina avvolte dai boschi antichi della Serra Morenica alternando sentieri silvestri ad altri che attraversano aperte praterie.
Lungo il cammino si incontrano antichi casali e all’orizzonte si scorgono nitide le vette delle Alpi Biellesi. Si va a raggiungere Donato, piccolo centro attraversato dal torrente Viona, che rappresenta per parecchi chilometri il limite tra Biellese e Canavese, dove troviamo un bar per una pausa di ristoro nonchè una delle numerose credenziali del cammino. Da questo punto si tira dritto nel territorio di Netro, nell'alta Valle Elvo, per giungere nel primo pomeriggio al seicentesco Santuario di Graglia, alle pendici dei 2371 metri della Colma di Mombarone che segna lo spartiacque naturale tra Piemonte e Val d’Aosta. Il grandioso luogo sacro collegato al culto della Madonna di Loreto nelle Marche, combina una atmosfera di pace, spiritualità e architettura barocca ed oggi meta di pellegrinaggi ed escursioni. Sosta di tappa nella Foresteria e ottimo il Menu del Cammino di Oropa al Ristorante del Santuario dove la cucina piemontese ci viene servita in una sala briosa e affollata che conserva il fascino degli affreschi e della storia. Porzioni abbondanti, un menu curato che valorizza il territorio e prezzi pensati per chi arriva dopo un lungo cammino (km 15,2 mt 210)
Sabato 11 luglio - La notte ci riserva un bel temporale che ammorbidisce finalmente le temperature feroci delle tappe precedenti. Siamo all’ultimo tratto di questo cammino, il più faticoso e spettacolare. Fino a questo punto il cammino non è stato particolarmente duro in termini di dislivelli superati e nemmeno per i terreni attraversati. Stiamo avvicinandoci alle Alpi, l’ambiente è più boschivo, il dislivello è più importante, la natura più verde e rigogliosa ma anche più severa.
Infatti in questa tappa si superano tratti rocciosi, corsi d’acqua, irte linee d'asfalto. Il profilo altimetrico del percorso è fatto di continui saliscendi, si inizia con una larga mulattiera in ripida discesa, abbastanza lunga, poi si riprende a salire con una certa costanza fino a raggiungere il paese di Sordevolo per una sosta con il cielo che diventa via via più scuro e minaccioso. Infatti poco dopo incomincia a scendere una leggera pioggerella. Allora si decide di cambiare la direzione del cammino. Si va ad evitare la direttissina D1 che sale da Favaro preferendo raggiungere Pollone, ci si "arrampica" sino a Chiavolino dove andiamo a recuperare il tracciato della dismessa tramvia Biella-Oropa che, tra il 1911 e il 1958, collegava Biella al vicino Santuario di Oropa. È un percorso immerso nel bosco con pendenze dolci, arricchito da undici paline informative e punti di interesse come 
il suggestivo tratto in cui si compie una curva a 360° percorrendo l'emozionante galleria elicoidale di 176 metri ottimamente conservata. Si susseguano la zona dei “Tre archi”, la salita della Vecchia, la fermata “Cappella dell’Acqua” (ampio slargo dove era ubicata una fontana) e Oropa Bagni (vecchio stabilimento idroterapico). Al termine delIo storica tramvia, in prossimità dell’indicazione di una palestra di roccia, il tracciato attraversa la statale ricalcandola per un paio di chilometri circa (in realtà è la strada che ricalca il vecchio tragitto) sino a giungere al grande piazzale che precede l'entrata al maestoso Santuario di Oropa, stanche ma felici di aver raggiunto questo traguardo, riservandoci di visitarlo con più calma al mattino successivo. Sosta alla grande Foresteria e ottima cena al Ristorante "Ai Tre Arc" collocato nel porticato di sinistra del santuario (km17 mt 610)
Domenica 12 luglio - Il Santuario di Oropa è il più importante complesso di edifici di culto mariano dell'intero arco alpino abbracciato dall'anfiteatro delle Alpi Biellesi. Il grande complesso comprende, oltre al Sacro Monte di Oropa, la seicentesca Basilica Antica sorta sulla base di un antico sacello al cui interno è custodito la statua della Madonna Nera, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo. Oltre l’imponente scalinata che si apre a monte del Piazzale Sacro e superata la settecentesca porta regia progettata da Juvarra, architetto di casa Savoia, scenografico ingresso al cuore spirituale del complesso mariano, lo sguardo si volge verso l'ottocentesca Basilica Superiore, costruzione dalle proporzioni monumentali che si trova allo stesso tempo in rapporto di armonia con le alte montagne circostanti. La meravigliosa cupola, che si eleva per oltre ottanta metri, fa da corona all’imponente monumento, elevato alla dignità di basilica minore da Pio XII nel 1957 e dichiarato patrimonio UNESCO.
(Cammino di Oropa: lunghezza totale km 63,8 dislivello totale mt 995)

sabato 18 luglio 2026

PROGRAMMAZIONE 2026

- Sul Mincio in canoa - (agosto)
- Trekking al castello scomparso della Contessa di Dolèda (Canazei Val di Fassa) – agosto
- Breve tour della Valle d'Aosta - (28-30 agosto)
- La Magnalonga in Vallegarina (TN) - 6 settembre
- La via del Pan in Val di Fassa - domenica 13 settembre
- Saint Michel e dintorni - (21-24 settembre)
- Lungo week end a Roma (metà ottobre)
- Alla Guana del Primiero (opera di Martalar) TN - (fine ottobre)
…e tanto altro ancora da elaborare insieme a voi!

Le escursioni in montagna tra le Dolomiti e le Prealpi lombarde, le cene, pranzi e apericene saranno inseriti di volta in volta nel programma considerando anche il venerdì sera e il sabato.

Consideriamo proposte dalle nostre associate da mettere in programmazione!

Contatto telefonico: 347 1527671
La nostra mail: allegremarmotte@gmail.com
Il nostro blog: allegremarmotte.blogspot.com

domenica 26 aprile 2026

Giro del Monte Orfano (Rovato) - sabato 25 aprile

Una delle escursioni più suggestive in Lombardia è la traversata del Monte Orfano, isolato rilievo prealpino di 452 metri di altezza, situato fra i comuni di Erbusco, Rovato e Cologne e Coccaglio, che emerge dalla pianura al margine sud-occidentale della Franciacorta.
La traversata del Monte Orfano è un’escursione facile con un dislivello minimo anche se alcuni tratti sentieristici (tipo il Senter del Funtanì-Cai 985) presentano pendenze importanti. La partenza dell’itinerario avviene dallo splendido complesso conventuale della Santissima Annunciata, edificato tra il 1149 e il 1452, che sorge a balcone sulla pianura tra gli ulivi e i vigneti caratteristici di questo territorio. Dal piazzale ci incamminiamo sulla strada cementata, chiusa da una sbarra che sale a sinistra. Seguendola, in una decina di minuti di cammino, si raggiunge l'antica Pieve di San Michele le cui origini longobarde sono ascrivibili al VI secolo. Passiamo vicino ad una pozza d'acqua in mezzo al bosco e da questa in breve scendiamo a incrociare la strada che sale da Coccaglio. Percorriamo quest’ultima per un breve tratto e la lasciamo per imboccare sulla nostra destra un sentiero che sale fino alla non lontana Croce di Coccaglio (mt 315). Raggiunto il parcheggio della Trattoria Genuisì, l’itinerario riprende a salire costeggiando l’annesso vigneto, poco più in alto giungiamo alla Madonnina e da questa saliamo alla Croce di Erbusco (mt 381).
La vista ci regala una splendida panoramica sulla pianura e sui paesi alla base del Monte Orfano. L’altalenante percorso scende poi attraverso un boschetto di pini neri e accosta per un breve tratto la strada asfaltata che sale da Cologne. Superato uno dei tanti capanni da caccia, lasciamo la carrozzabile per riprendere sulla destra il sentiero che porta alla Croce di Cologne (mt 440). Poco oltre la Croce, nei pressi del ripetitore, il Monte Orfano tocca la sua massima elevazione (mt 452). A dire il vero chiamarlo monte è un po’ eccessivo vista la modesta altitudine eppure nel percorrere la cresta, la sensazione che trasmette non è quella di camminare su una collina poiché i suoi versanti ripidi danno l’illusione di un’altezza superiore alla realtà, circondate anche da un vastissimo panorama. Comunque dopo aver superato un bosco di castagni, giungiamo alla Croce di Zocco, il capolinea della nostra traversata. Dalla croce il panorama spazia in direzione del Monte Alto, del Lago d’Iseo, del Monte Guglielmo e di una vasta porzione della Franciacorta, mentre a sud possiamo scorgere gli appennini piacentini. Prendiamo il sentiero (Variante sud) che scende a mezza costa parallelamente al sovrastante tracciato principale fino al punto di congiunzione.
Recuperato il percorso dell'andata raggiungiamo il grande Sacrario dei Caduti, zona sacra antistante il rifugio degli alpini, e poi in facile passeggiata - in un
territorio che ospita, in raro equilibrio, natura e cultura insieme - ci si riporta sull'affaccio panoramico di Rovato.

PARTENZA: SS. Annunciata mt 260
SEGNAVIA: Cai 980-981-985-986
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 230
ALTITUDINE: mt 452
LUNGHEZZA: km 11,7



domenica 29 marzo 2026

Lo splendido anello del lago di Endine nella bergamasca - sabato 28 marzo

Il lago di Endine è un meraviglioso specchio d'acqua incastonato tra le colline della Val Cavallina, sulle cui acque, color verde scuro,si rispecchiano le montagne che lo circondano creando una fantastica cornice panoramica di boschi, vallate e conche prative. Il lago è alimentato da torrenti montani ed ha un unico emissario, il Cherio, che scorre per andare a confluire nel fiume Olio. Le rive del lago, conservando intatto il loro ambiente naturale, alternano fitti canneti, ricchi di fauna ittica e avicola, a piccole spiagge dove sostare. La sponda occidentale, particolrmente antropizzata, è più soleggiata rispetto alla sponda orientale, che risultando meno abitata, conserva intatto il suo aspetto naturalistico.
Il nostro itinerario parte da Spinone al Lago, dopo aver lasciato l’auto nei pressi della chiesetta di San Pietro in Vincoli risalente all'undicesimo secolo. Noi purtroppo lo abbiamo trovato chiuso ma al suo interno custodisce una cinquecentesca Madonna con Bambino e dodici dipinti, nella zona del presbiterio, raffiguranti sei sibille (Chimica, DelficaEllespontica, Eritrea, Persica e Samia) alternate a sei profeti (AbacucDavideEzechieleGeremiaIsaia e Mosè), riconducibili alla scuola di Lorenzo Lotto
. Attraversata la statale si giunge in pochi passi sulle sponde del lago, Da qui si snoda un sentiero percorribile in entrambe le direzioni su un percorso totale di circa 16 chilometri, interamente pianeggiante.Imbocchiamo la passeggiata che costeggia il lago tenendolo sulla destra e nonostante proceda parallela alla strada si cammina tra il verde degli alberi e il blu del lago. 
Poco più in su, nei pressi dell’abitato di Bianzano, si intravede il Castello Suardi con la sua massiccia torre a pianta quadrangolare. 
Superiamo i paesi di Dosso e Madrera, fino a Ranzanico al Lago. Qui, subito dopo l’abitato, si trova l’ex Filanda Suardi importante edificio paleoindustriale ottocentesco di questa zona.Si continua in direzione di Endine Gaiano ma non per molto. L'idilliaco scenario lacustre lascia il passo al marciapiede sulla rumorosa statale del Tonale e della Mendola che si sviluppa lungo la punta del lago, prima di raggiungere la bella passerella di legno - opportunamente segnalata - che ci permette di raggiungere in poco tempo la sponda opposta del lago di Endine. Da questo lato purtroppo è necessario percorrere un paio di chilometri su asfalto, sul bordo di una provinciale senza marciapiede. Un vero peccato, ma a livello del lago ci sono molte proprietà private che ne precludono l’accesso. Prima di raggiungere la seicentesca chiesa di San Michele Arcangelo il tracciato pedonale del lago ritorna ad essere una meraviglia. Ci fermiamo per un veloce panino intente a scrutare le sue acque calme e lucenti che riflettono le minuscole case che ne coprono le pendici, il verde intenso delle montagne che lo cingono e l’azzurro cristallino del cielo
Lasciata San Felice in direzione del borgo di Monasterolo del Castello, raggiungiamo Fonte Smeraldina. In questa zona ci sono infatti quattro fonti, due più ferruginose, una ricca di idrogeno solforato e dall’inconfondibile odore, e una particolarmente apprezzata perché ricca di minerali, limpida e fresca. L’ultima parte di percorso, tra Monasterolo e Spinone, è quella sicuramente più bella. Il sentiero non si allontana mai dalla sponda del lago di Endine, aprendosi in un grande prato a Monasterolo, nei pressi della Chiesa di San Salvatore. Questa piccola oasi di pace è animata da molte persone che si fermano al Biali Bar, noi comprese, e si godono gli ultimi raggi di sole della giornata. A una ventina di minuti di camminata oltre l’abitato di Monasterolo si incontra anche il castello del borgo che purtroppo - tranne che per rare visite guidate - è utilizzato solo per ricevimenti privati, in posizione strategica su una collinetta proprio sulla punta inferiore del lago. Dopo tutti i chilometri macinati durante la giornata, il nostro giro ad anello del lago di Endine si conclude da dove siamo partite, nel borgo di Spinone al Lago, davanti a una birra fresca del birrificio locale Valcavallina.