lunedì 5 ottobre 2026

Programmazione di fine 2026

PROGRAMMAZIONE 2026


- Corri a Montichiari - domenica 11 ottobre
- Mostra fotografica "Dorotea Lange" a Verona - domenica 18 ottobre
- Festa delle Donne a Castiglione d/St (MN) - sabato 24 ottobre
- Alla Guana del Primiero (opera di Martalar) TN - (25-26 ottobre)
- Cena di Natale - sabato 19 dicembre
- Mostra "Artemisia Gentileschi" a Firenze (27-28 marzo 2027)
…e tanto altro ancora da elaborare insieme a voi!

Le escursioni in montagna tra le Dolomiti e le Prealpi lombarde, le cene, pranzi e apericene saranno inseriti di volta in volta nel programma considerando anche il venerdì sera e il sabato.

Consideriamo proposte dalle nostre associate da mettere in programmazione!

Contatto telefonico: 347 1527671
La nostra mail: allegremarmotte@gmail.com
Il nostro blog: allegremarmotte.blogspot.com

lunedì 7 settembre 2026

La Magnalonga dell'Alta Vallagarina (TN) - domenica 6 settembre

Oltre duemila partecipanti di cui la metà provenienti da fuori regione. Ecco la Magnalonga dell'Alta Vallagarina, sui sentieri fra Volano, Besenello e Calliano, la prima e più longeva passeggiata enogastronomica in Trentino giunta alla sua ventottesima edizione. Dieci chilometri di continui saliscendi, 
con partenza dal Parco Legàt di Volano, e proseguiti lungo le verdeggianti colline del paese con vista sulla valle. Raggiunto uno sterrato all’interno del bosco, tra masi antichi e leggende sussurrate sottovoce, si arrivava alla base di Castel Pietra, la fortezza medievale nel cuore dell’Alta Vallagarina. Da qui la passeggiata proseguiva lungo i vigneti fino all’arrivo al centro del paese di Calliano. Tema dell'edizione 2026 Storie segrete e creature del bosco tra fate e folletti dispettosi, lupi, orsi e scoiattoli ma anche spettacoli di musica e teatro, laboratori, mercatini di artigianato locale e momenti di intrattenimento nei oltre venti punti di animazione distribuiti lungo il percorso. Un viaggio nel territorio scandito da nove tappe enogastronomiche dove protagonista è stata la tradizione trentina.
Il benvenuto è mattiniero con tè o caffè e biscotto, più in alto in una radura boschiva è l'ora dell'antipasto con speck cotto, rostì e cappuccio accompagnati da un calice di Daeria Bianco IGP Chardonnay dell’Az. Agr. Mattè, il mezzodì ci vede tra i filari di vite con un ottimo orzotto con lucanica e marzemino alla trentina in abbinamento con un fantastico doc Pinot Grigio 2025 dell’Az. Agr. Maso Salengo, poi in successione, lungo il cammino, il succo di sambuco, la mela a spicchi, i formaggi trentini con miele innaffiati da un Rosato Vigneti delle Dolomiti IGT della Cantina Vivallis, la tradizionale carne salada con riccioli di patate fritte e misticanza accompagnati da un delizioso Marzemino Trentino dell’Az. Agr. Salizzoni, la dolcezza delle fortaie trentine con zucchero e limone unitamente ad un calice di Moscato Giallo Castel Beseno Superiore della Cantina di Aldeno ed infine caffè e grappa all'arrivo a Calliano. Da qui un bus navetta gratuito ci ha poi riportate fino al parcheggio di Volano.
 Un evento importante e organizzato benissimo che ha puntato a valorizzare il paesaggio, i prodotti e le tradizioni dell'Alta Vallagarina e che ogni anno cambia percorso per raccontare nuovi scorci del territorio. A rendere possibile la manifestazione, insieme alle amministrazioni e alle realtà locali, sono stati i duecento fantastici volontari oltre alla presenza degli immancabili alpini.

lunedì 31 agosto 2026

Escursione alla Viel del Pan: una esperienza unica tra le Dolomiti - (29-30 agosto)

Il sentiero Viel del Pan (Via del Pane) è una delle escursioni più famose e spettacolari delle Dolomiti e in passato veniva utilizzato dai commercianti del bellunese per trasportare la farina, sul dorso di muli, nelle valli ladine. A dire il vero il merito della "scoperta" di questo percorso spetta all'alpinista tedesco Karl Bindel, presidente della sezione del Club Alpino Tedesco e Austriaco di Bamberga, il quale lo percorse per primo alla fine del diciannovesimo secolo. In effetti il sentiero 601 è noto anche col nome di Bindelweg in suo onore. Due le possibili partenze di questo iconico percorso. Si può partire da Canazei usando la cabinovia Belvedere che porta a Pecol per poi prendere una seconda funivia che sale ancor più in alto fino al Col de Ross, oppure (la nostra opzione) partire dal Passo Pordoi, nel territorio comunale di Livinallongo del Col di Lana (BL) dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio del passo (a pagamento). Da qui si passa a fianco dell'hotel Savoia, si raggiunge la piccola e suggestiva chiesa di Santa Maria della Difesa e si imbocca il sentiero 601, che aggira il Sas Becé con splendida vista panoramica sul Sella, in direzione del Rifugio Fredarola (mt 2382) punto d’incontro con l’itinerario proveniente da Col dei Rossi.
Sotto il sentiero i prati verdeggianti sono animati da numerose marmotte intente a prendere il sole o a lanciare fischi di richiamo. Dal rifugio il sentiero prosegue in cresta e il panorama che si apre davanti agli occhi è tra i più belli dell’intero arco alpino: la Regina delle Dolomiti, la Marmolada, con il poco che resta del suo ghiacciaio, domina la vista mentre alle sue spalle si riconoscono il Piz Boè del gruppo del Sella e le cime del Sassolungo e del Catinaccio. La camminata è relativamente pianeggiante ed è probabilmente il tratto più frequentato poiché molti escursionisti decidono di interrompere l’escursione al Rifugio Viel del Pan, a 2432 metri di quota, punto di ristoro ideale per una polenta davvero speciale! Da qui c
onviene salire fin sotto il Sass Ciapel per scoprire la veduta su Arabba e l'Alta Badia, dal Sella fino al Gruppo del Fanes per poi continuare su un sentiero meno frequentato e più stretto fino al Lago di Fedaia, luccicante sotto i raggi del sole, dove di fatto termina la Viel del Pan. Non vi sono difficoltà oggettive ma alcuni tratti sono su pendii molto ripidi anche se 
attrezzati con gradini e tratti di corda metallica che consentono di affrontare in sicurezza la discesa. Il ritorno avviene sullo stesso tracciato.

PARTENZA: Passo Pordoi (mt 2239)
SEGNAVIA: Cai 601
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 455
ALTITUDINE: mt 2510
LUNGHEZZA: km 14

domenica 19 luglio 2026

Il Cammino di Oropa: un viaggio nell'anima (8-11 luglio)

Camminare il silenzio, dalle coste alle cime più alte, attraverso sentieri, parchi e riserve, accompagna il viandante lungo vie che si trasformano passo dopo passo in paesaggi interiori, dove la scelta del silenzio regala spazi alla riflessione in un tempo così frastornato dai rumori di un mondo irrequieto. Un popolo di camminatori che muove desideri disomogenei e contraddittori, l'esperienza della solitudine e quella della compagnia, la rottura temporanea con un ambiente conosciuto e la ricerca di una diversa base di sintonia con altri, una inquietudine spirituale o l'analisi di un collegamento con appartenenze remote. Siamo abituati a correre. Il mondo in cui viviamo ogni giorno lo richiede. Ma non in un cammino. É la fatica e il tempo impiegato che permettono di apprezzare pienamente il piccolo ma importante obiettivo raggiunto. Camminare vuol dire zaino in spalla e zaino in spalla vuol dire peso. Più leggero sarà lo zaino, più sarà facile affrontare l’intero cammino. Per questo imparare a vivere solo con le cose più essenziali riporta la nostra attenzione su quanto superfluo inseriamo nelle nostre vite. Abbiamo così deciso di percorrere il nostro primo vero cammino scegliendo quello che da Santhià raggiunge il maestoso Santuario di Oropa, a pochi chilometri da Biella in Piemonte, suddiviso in quattro tappe di difficoltà crescente. In pochi giorni si cammina dalla pianura agricola alle montagne, attraversando una grande foresta, toccando castelli, antichi borghi, luoghi dello spirito, ammirando panorami indimenticabili.
Martedì 7 luglio - Raggiungiamo Santhià nel tardo pomeriggio sostando al B&B "Giusy & Gabry" e, dietro suggerimento dei padroni di casa, si va a cenare al Ristorante Pizzeria Piccadilly, a due passi dal casello autostradale della A4, luogo privilegiato dei camionisti. E dove sostano loro si mangia davvero bene. Infatti il risotto al Barolo è stratosferico!
Mercoledì 8 luglio - Partenza della prima tappa di buon mattino (ore 7.05). Si inizia a camminare nella pianura intorno a Santhià, dominata dai campi coltivati e dalle risaie piene d’acqua, dove i dislivelli contenuti e il terreno facile permettono alle gambe di muoversi veloci e senza troppa fatica nonostante le temperature di questo luglio bollente. Questa tappa, come anche la seconda, segue il tracciato della Via Francigena. Seguire il percorso è piuttosto agevole, infatti lungo tutto il percorso sono presenti i segnavia gialli e neri con la scritta Cammino di Oropa. Dopo poco più di un’oretta arriviamo al punto di sosta gestito dalla onlus Maresca: l'Oasi del pellegrino. Qui ci offrono uno spuntino e il primo timbro della credenziale. Ora il caldo si fa sentire. Di seguito si raggiunge l’abitato medievale di Cavaglià per poi proseguire fino a Roppolo sulla collina morenica della Serra, in posizione strategica tra Biella, il Torinese e il Monferrato occidentale, che lo hanno reso un prezioso punto di controllo militare, come testimonia il maestoso castello in posizione dominante sul territorio circostante. Sosta di tappa alla Casa del Movimento Lento promotrice del Cammino di Oropa, della cultura del viaggio lento e di un turismo sostenibile mentre per la cena raggiungiamo la Trattoria Tarello, unico locale del piccolo comune, con ottimi piatti piemontesi e un proprietario all'apparenza burbero ma appassionato del suo territorio (km 15,6 mt 165)
Giovedì 9 luglio - Sempre di primo mattino, la seconda tappa segna un cambio di ambientazione. La pianura e i campi coltivati lasciano spazio ad un ambiente più boschivo. Siamo infatti nel bel mezzo della Serra d’Ivrea, l’anfiteatro morenico più grande d’Europa. Per quanto il dislivello della tappa sia contenuto l’ambiente cambia, il panorama è più verde e rigoglioso, si attraversano aree aperte alternate a zone più boscose. Da Roppolo dopo aver superato la chiesa di San Rocco, si lascia sulla sinistra il castello imboccando poco più avanti uno sterrato che sale decisamente. Dall'alto ammiriamo il lago di Viverone e fra casolari, vigneti e campi coltivati raggiungiamo il piccolo lago di Bertignano dopo aver attraversato l’omonimo borgo. Una bella forestale prosegue in direzione della cava di Purcarel, importante testimonianza della presenza dell’uomo in queste terre fin dal Neolitico, per poi incrociare il sentiero della Gran Traversata del Biellese (GTB) che percorriamo sino a Zimone, dove ci concediamo una breve sosta prima di continuare verso il Monastero di Bose e raggiungere successivamente il duecentesco Ricetto di Magnano che domina il piccolo borgo adagiato sul crinale della collina sud-orientale della Serra d’Ivrea. Da qui lungo sentieri nascosti nei boschi (e con nugoli di zanzare a farci compagnia) si giunge a Torrazzo. Sosta di tappa al B&B "Dalla Mami" e cena al Bocciodromo della Serra, locale molto spartano ma davvero notevole la qualità dei piatti proposti (km 16 mt 340)
Venerdì 10 luglio - La sveglia suona puntuale anche oggi. Lasciamo Torrazzo per imboccare un sentiero che si inoltra nella foresta. Con una piccola deviazione raggiungiamo lo Stagno di Prà, ridotto ad una pozzanghera, e poco dopo si arriva al bel laghetto Cossavella. Il paesaggio muta, si cammina avvolte dai boschi antichi della Serra Morenica alternando sentieri silvestri ad altri che attraversano aperte praterie.
Lungo il cammino si incontrano antichi casali e all’orizzonte si scorgono nitide le vette delle Alpi Biellesi. Si va a raggiungere Donato, piccolo centro attraversato dal torrente Viona, che rappresenta per parecchi chilometri il limite tra Biellese e Canavese, dove troviamo un bar per una pausa di ristoro nonchè una delle numerose credenziali del cammino. Da questo punto si tira dritto nel territorio di Netro, nell'alta Valle Elvo, per giungere nel primo pomeriggio al seicentesco Santuario di Graglia, alle pendici dei 2371 metri della Colma di Mombarone che segna lo spartiacque naturale tra Piemonte e Val d’Aosta. Il grandioso luogo sacro collegato al culto della Madonna di Loreto nelle Marche, combina una atmosfera di pace, spiritualità e architettura barocca ed oggi meta di pellegrinaggi ed escursioni. Sosta di tappa nella Foresteria e ottimo il Menu del Cammino di Oropa al Ristorante del Santuario dove la cucina piemontese ci viene servita in una sala briosa e affollata che conserva il fascino degli affreschi e della storia. Porzioni abbondanti, un menu curato che valorizza il territorio e prezzi pensati per chi arriva dopo un lungo cammino (km 15,2 mt 210)
Sabato 11 luglio - La notte ci riserva un bel temporale che ammorbidisce finalmente le temperature feroci delle tappe precedenti. Siamo all’ultimo tratto di questo cammino, il più faticoso e spettacolare. Fino a questo punto il cammino non è stato particolarmente duro in termini di dislivelli superati e nemmeno per i terreni attraversati. Stiamo avvicinandoci alle Alpi, l’ambiente è più boschivo, il dislivello è più importante, la natura più verde e rigogliosa ma anche più severa.
Infatti in questa tappa si superano tratti rocciosi, corsi d’acqua, irte linee d'asfalto. Il profilo altimetrico del percorso è fatto di continui saliscendi, si inizia con una larga mulattiera in ripida discesa, abbastanza lunga, poi si riprende a salire con una certa costanza fino a raggiungere il paese di Sordevolo per una sosta con il cielo che diventa via via più scuro e minaccioso. Infatti poco dopo incomincia a scendere una leggera pioggerella. Allora si decide di cambiare la direzione del cammino. Si va ad evitare la direttissina D1 che sale da Favaro preferendo raggiungere Pollone, ci si "arrampica" sino a Chiavolino dove andiamo a recuperare il tracciato della dismessa tramvia Biella-Oropa che, tra il 1911 e il 1958, collegava Biella al vicino Santuario di Oropa. È un percorso immerso nel bosco con pendenze dolci, arricchito da undici paline informative e punti di interesse come 
il suggestivo tratto in cui si compie una curva a 360° percorrendo l'emozionante galleria elicoidale di 176 metri ottimamente conservata. Si susseguano la zona dei “Tre archi”, la salita della Vecchia, la fermata “Cappella dell’Acqua” (ampio slargo dove era ubicata una fontana) e Oropa Bagni (vecchio stabilimento idroterapico). Al termine delIo storica tramvia, in prossimità dell’indicazione di una palestra di roccia, il tracciato attraversa la statale ricalcandola per un paio di chilometri circa (in realtà è la strada che ricalca il vecchio tragitto) sino a giungere al grande piazzale che precede l'entrata al maestoso Santuario di Oropa, stanche ma felici di aver raggiunto questo traguardo, riservandoci di visitarlo con più calma al mattino successivo. Sosta alla grande Foresteria e ottima cena al Ristorante "Ai Tre Arc" collocato nel porticato di sinistra del santuario (km17 mt 610)
Domenica 12 luglio - Il Santuario di Oropa è il più importante complesso di edifici di culto mariano dell'intero arco alpino abbracciato dall'anfiteatro delle Alpi Biellesi. Il grande complesso comprende, oltre al Sacro Monte di Oropa, la seicentesca Basilica Antica sorta sulla base di un antico sacello al cui interno è custodito la statua della Madonna Nera, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo. Oltre l’imponente scalinata che si apre a monte del Piazzale Sacro e superata la settecentesca porta regia progettata da Juvarra, architetto di casa Savoia, scenografico ingresso al cuore spirituale del complesso mariano, lo sguardo si volge verso l'ottocentesca Basilica Superiore, costruzione dalle proporzioni monumentali che si trova allo stesso tempo in rapporto di armonia con le alte montagne circostanti. La meravigliosa cupola, che si eleva per oltre ottanta metri, fa da corona all’imponente monumento, elevato alla dignità di basilica minore da Pio XII nel 1957 e dichiarato patrimonio UNESCO.
(Cammino di Oropa: lunghezza totale km 63,8 dislivello totale mt 995)