domenica 8 febbraio 2026

Prossimamente...con le marmotte


PROGRAMMAZIONE 2026

  • Cena in Trentino - sabato 21 febbraio
  • Ciaspolata notturna al Maniva (BS) - sabato 28 febbraio
  • Camminata nella bergamasca - domenica 1° marzo
  • Pranzo delle donne - domenica 8 marzo
  • Camminata in Valpolicella (Tenuta Santa Maria) - domenica 15 marzo
  • Anello del lago di Endine (BG) - sabato 28 marzo
  • Mostra “L’Italia dei primi italiani” al Castello Sforzesco di Novara - domenica 5 aprile (Pasqua)
  • Le mitteleuropee Trieste e Gorizia - (10-12 aprile)
  • Al castello scomparso della contessa di Dolèda (TN) - sabato 25 aprile
  • La Viel del Pan e la Val di Fassa (TN) - (16-17 maggio)
  • La Val di Fumo (TN) - 2 giugno
  • Il Cammino di Oropa nel vercellese - (24-28 giugno)
  • Sul Mincio in canoa - (luglio) 
  • Escursione sull’appennino modenese - (agosto)
  • Lungo week end a Roma - (metà settembre)

…e tanto altro ancora da elaborare insieme a voi! 

Le escursioni in montagna tra le Dolomiti e le Prealpi lombarde, le cene, pranzi e apericene saranno inseriti di volta in volta nel programma considerando anche il venerdì sera e il sabato.

Consideriamo proposte dalle nostre associate da mettere in programmazione!

Contatto telefonico: 347 1527671
La nostra mail: allegremarmotte@gmail.com
Il nostro blog: allegremarmotte.blogspot.com


martedì 3 febbraio 2026

Ripartiamo con il primo cesto targato 2026: questa volta la ruota è quella di Napoli, l'estrazione sabato 14 marzo e come primo premio, oltre ad un ricco cesto, ci sarà un buono del valore di 75 euro utilizzabile per la prenotazione di uno o più eventi culturali, musicali, cinematografici, etc (sino alla quota finale del buono stesso) a discrezione della vincitrice.

Come è di nostra consuetudine, premieremo anche il 2°-3°-4° e 5° numero estratto. Ogni numero prenotato: 2 euro
Info e prenotazioni al 347 1527671, sulle nostre pagine Facebook, su questo blog e durante i nostri eventi
NdR - già alcuni numeri sono stati prenotati. Tabellone in aggiornamento

lunedì 19 gennaio 2026

Dalla Pieve di Santa Maria Vecchia nei boschi della Val Volpera (Gussago) - domenica 18 gennaio

Oggi andiamo alla scoperta della Val Volpera, lungo un percorso che si sviluppa sul versante del Monte Roccoli (Gussago), area collinare nella Franciacorta, che tra boschi e dorsali collegano località come Camaldoli, Quaroncino e la Casina Bianca.
La giornata è bigia ma non fredda. Avvolte dal silenzio del centro franciacortino ci si incammina dal prato della millenaria Pieve di Santa Maria Vecchia imboccando la stradina posta a nord della chiesa. Il percorso prosegue lungo via Sovernighe, al primo bivio teniamo la sinistra mentre passiamo accanto al vecchio lavatoio, continuando per un breve tragitto in mezzo alle case fino ad imboccare lo sterrato che costeggia Villa Chinelli. Superato il sottopasso della strada provinciale 19 si prosegue sulla stradella che sale fino ad un cancello di legno e da qui imbocchiamo il sentiero sulla sinistra che in leggera salita si addentra in un bosco di frassini, carpini e roverelle. Il tracciato prosegue alternando tratti su brevi salti rocciosi ad altri pianeggianti. Raggiunto un rio quasi in secca, lo varchiamo tranquillamente per poi costeggiarlo per una cinquantina di metri ora sì in ripida salita. Improvvisi colpi di fucile a brevissima distanza dalla nostra posizione ci obbligano ad alzare la voce per farci riconoscere. Sono tre cacciatori. A cosa stiano sparando non ci è dato a sapere. Ripresa la salita raggiungiamo un breve spiazzo in cui si gode uno splendido scorcio panoramico che spazia dalla valletta sottostante a tutta la pianura da cui spiccano la collina della Santissima ed il Monte Orfano. Da questo punto si aprono tre sentieri: a destra si può facilmente raggiungere la strada dei Camaldoli, diritti si percorre un itinerario parallelo al nostro, noi invece procediamo a sinistra che attraversa il rio e prosegue in falsopiano. In alto a sinistra, sul monte Navezzone, semicoperto dalla pineta che lo circonda, si intravede il vecchio eremo dei frati camaldolesi costruito nel 1639. Il sentiero ha un andamento pianeggiante intervallato da brevi saliscendi, alternando tratti panoramici ad altri nel cuore della boscaglia.
Sulla nostra sinistra troviamo una bella ceppaia di rovere e poco oltre ci fermiamo sul limitare di un ripido prato dove possiamo spaziare con lo sguardo sul panorama sottostante dove, nonostante la giornata non sia particolarmente tersa, si intravedono anche gli Appennini. Da qui il sentiero comincia a scendere inoltrandosi in un bosco di castagni e piccoli carpini che conduce verso la Cascina Rocca. Arrivate all'impluvio il nostro itinerario scende a sinistra ma preferiamo proseguire diritte in direzione dell'antica costruzione. La cascina è stata costruita probabilmente intorno al 1729, come inciso sul portale in pietra dell'ingresso, ma purtroppo giace nel più desolante stato di abbandono. Dopo questa breve sosta torniamo sui nostri passi ed imbocchiamo il sentiero che scende per il primo tratto lungo i resti del crollo di grosso castagno che ha deviato il tracciato. Sulla nostra sinistra appare una traccia che scende verso il fondo del rio dove, da una formazione rocciosa ricoperta di muschio e felce, sgorga una piccola sorgente mentre ai suoi piedi si intravvedono i resti di una vasca probabilmente utilizzata per l'abbeveramento del bestiame. Il sentiero, dopo un primo tratto in piano, riprende a scendere affrontando alcuni salti di roccia. Davanti a noi iniziamo a intravvedere un palo della luce elettrica mentre sulla sinistra si stacca un sentiero che si percorre agevolmente per i primissimi metri, dopodichè si comincia a scendere rapidamente all'interno di un boschetto di robinie. Arrivate a valle si svolta a destra, ora si continua in leggera discesa sino a giungere nuovamente al sottopasso della provinciale,
ripercorrendo al contrario il tratto che ci riporta alla bellissima pieve romanica purtroppo non visitabile.

PARTENZA: Pieve di Santa Maria mt 200
SEGNAVIA: S1
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 230
ALTITUDINE: mt 430
LUNGHEZZA: km 5

lunedì 12 gennaio 2026

Illasi e il suo bel castello - domenica 11 gennaio

Un bel percorso ad anello per scoprire le ricchezze di Illasi, città dell’olio e del vino, e l'antico maniero posto a difesa del borgo e a controllo delle colline circostanti insieme al vicino Castello di Soave, tra ulivi, vigneti, alberi secolari e particolari elementi storico-artistici. Il nostro percorso segue fedelmente uno dei tre circuiti che caratterizzano la "Corrillasi" (quello intermedio di 12 chilometri), evento podistico non competitivo che si svolge la seconda domenica di marzo. Il punto di partenza è collocato davanti alla Chiesa di San Giorgio Martire che mantenne la sua fisionomia romanica fino al diciannovesimo secolo poi demolita per lasciar posto alla nuova chiesa costruita tra il 1840 e il 1865. Su un lato della piazza principale la maestosa villa Pompei Carlotti. Superato l'antico oratorio di San Rocco, ora sede dell'associazione "Giardino Musicale", si percorre via Strada Nuova per raggiungere il Poggio Belvedere da quale è possibile ammirare la vallata e l'antico borgo. Proseguendo su stradella asfaltata, con una piccola deviazione a destra si raggiunge l'ottocentesca Villa Trabucchi e la sua importante cantina i cui terreni si estendono a cavallo della Valpolicella e le terre del Soave. Accanto la chiesetta di San Marco del 1958, sempre aperta al pubblico. Si percorre a ritroso il tratto per tornare sul percorso principale che dal Monte Tenda (mt 235) prosegue verso le rovine della roccaforte. Il castello, edificato nel X secolo, diventa proprietà della potente famiglia dei Montecchi tre secoli più tardi. Nel 1243 viene occupato da Ezzelino da Romano. Agli inizi del Quattrocento la terraferma veneta è dominata dalla Serenissima che per quasi quattrocento anni beneficia di uno stato di relativa pace e prosperità, interrotti dall'invasione napoleonica. Nel 1509 La Repubblica di Venezia concede il feudo al valoroso condottiero Girolamo Pompei, detto “Malanchino”, la cui famiglia vantava diritti in quel di Illasi. Il bel castello non è visitabile (è proprietà privata) ma è comunque possibile ammirarne la struttura esterna e le mura possenti. Immerse nella quiete della campagna veneta si procede verso sud, lungo un tratto della famosa “Vecia Via della Lana” che va a raggiungere il Santuario del Crocefisso di San Felice, posto sul valico tra val Tramigna e val d'Illasi, che custodisce numerosi affreschi tra cui una Crocifissione databile intorno al XIV secolo. Attraversata la provinciale 37 si continua sull'antica via di transumanza della lana grezza di queste vallate, dove l'acciottolio dei sassi calpestati ci accompagna per un lungo tratto, poi ecco il bivio a sinistra che conduce alla fontana di Arano, citata in documenti quattrocenteschi anche se la vasca odierna non è quella originale. Da qui si segue via Italia Nuova che attraversa il silenzioso centro abitato di Cellore. Dopo aver abbandonato l'asfalto, in un susseguirsi di vigneti ed uliveti, oltrepassiamo
le località Forade e Grazoi prima del tratto finale di Illasi. 

PARTENZA: Illasi mt 157
SEGNAVIA: "Corrillasi" percorso medio
DIFFICOLTA': T
DISLIVELLO: mt 135
ALTITUDINE: mt 290
LUNGHEZZA: km 12