Secondo cesto targato 2026 con estrazione sulla ruota di GENOVA, sabato 30 maggio. Il primo numero estratto riceverà un ricco cesto comprendente 5 litri di olio extravergine di oliva e un ingresso di 2 ore in una delle terme a discrezione del numero vincente. Come al solito premieremo anche il 2°-3°-4° e 5° numero estratto.
Prezzo di ogni numero prenotato: € 2
Alcuni numeri sono stati già prenotati!
Info e prenotazioni al 347 1527671, sulle nostre pagine Facebook e su questo blog
Allegre Marmotte ®
lunedì 11 maggio 2026
domenica 10 maggio 2026
Prossimamente...con le marmotte
- - Trekking al rifugio San Lucio (BG) - domenica 17 maggio
- - Week end in Valle Camonica (con trekking) - (23-24 maggio)
- - La Val di Fumo (TN) - 2 giugno
- - Museo Santa Giulia Brescia "A passo lento" - sabato 6 giugno
- - Le Marmottiadi (16° anno) - sabato 20 giugno
- - Trekking al castello scomparso della Contessa di Dolèda (Canazei Val di Fassa – domenica 28 giugno
- - Il Cammino di Oropa nel vercellese - (8-11 luglio)
- - Villa Selvatico a Battaglia terme (PD) - domenica 19 luglio
- - Alla Guana del Primiero (opera di Martalar) TN - domenica 26 luglio
- - Sul Mincio in canoa - (luglio)
- - Escursione sull’appennino modenese - (agosto)
- - Breve tour della Valle d'Aosta - (28-30 agosto)
- - Trekking La Viel del Pan e la Val di Fassa (TN) - (5-6 settembre)
- - Lungo week-end a Roma - (metà settembre)
- - Le mitteleuropee Trieste e Gorizia - (primi ottobre)
- …e tanto altro ancora da elaborare insieme a voi!
Le escursioni in montagna tra le Dolomiti e le Prealpi lombarde, le cene, pranzi e apericene saranno inseriti di volta in volta nel programma considerando anche il venerdì sera e il sabato.
Consideriamo proposte dalle nostre associate da mettere in programmazione!
Contatto telefonico: 347 1527671
La nostra mail: allegremarmotte@gmail.com
Il nostro blog: allegremarmotte.blogspot.com
Contatto telefonico: 347 1527671
La nostra mail: allegremarmotte@gmail.com
Il nostro blog: allegremarmotte.blogspot.com
Ubicazione:Nord Italia
Via S. Allende, 13, 25018 Montichiari BS, Italia
domenica 26 aprile 2026
Giro del Monte Orfano (Rovato) - sabato 25 aprile
Una delle escursioni più suggestive in Lombardia è la traversata del Monte Orfano, isolato rilievo prealpino di 452 metri di altezza, situato fra i comuni di Erbusco, Rovato e Cologne e Coccaglio, che emerge dalla pianura al margine sud-occidentale della Franciacorta.
La traversata del Monte Orfano è un’escursione facile con un dislivello minimo anche se alcuni tratti sentieristici (tipo il Senter del Funtanì-Cai 985) presentano pendenze importanti. La partenza dell’itinerario avviene dallo splendido complesso conventuale della Santissima Annunciata, edificato tra il 1149 e il 1452, che sorge a balcone sulla pianura tra gli ulivi e i vigneti caratteristici di questo territorio. Dal piazzale ci incamminiamo sulla strada cementata, chiusa da una sbarra che sale a sinistra. Seguendola, in una decina di minuti di cammino, si raggiunge l'antica Pieve di San Michele le cui origini longobarde sono ascrivibili al VI secolo. Passiamo vicino ad una pozza d'acqua in mezzo al bosco e da questa in breve scendiamo a incrociare la strada che sale da Coccaglio. Percorriamo quest’ultima per un breve tratto e la lasciamo per imboccare sulla nostra destra un sentiero che sale fino alla non lontana Croce di Coccaglio (mt 315). Raggiunto il parcheggio della Trattoria Genuisì, l’itinerario riprende a salire costeggiando l’annesso vigneto, poco più in alto giungiamo alla Madonnina e da questa saliamo alla Croce di Erbusco (mt 381).La vista ci regala una splendida panoramica sulla pianura e sui paesi alla base del Monte Orfano. L’altalenante percorso scende poi attraverso un boschetto di pini neri e accosta per un breve tratto la strada asfaltata che sale da Cologne. Superato uno dei tanti capanni da caccia, lasciamo la carrozzabile per riprendere sulla destra il sentiero che porta alla Croce di Cologne (mt 440). Poco oltre la Croce, nei pressi del ripetitore, il Monte Orfano tocca la sua massima elevazione (mt 452). A dire il vero chiamarlo monte è un po’ eccessivo vista la modesta altitudine eppure nel percorrere la cresta, la sensazione che trasmette non è quella di camminare su una collina poiché i suoi versanti ripidi danno l’illusione di un’altezza superiore alla realtà, circondate anche da un vastissimo panorama. Comunque dopo aver superato un bosco di castagni, giungiamo alla Croce di Zocco, il capolinea della nostra traversata. Dalla croce il panorama spazia in direzione del Monte Alto, del Lago d’Iseo, del Monte Guglielmo e di una vasta porzione della Franciacorta, mentre a sud possiamo scorgere gli appennini piacentini. Prendiamo il sentiero (Variante sud) che scende a mezza costa parallelamente al sovrastante tracciato principale fino al punto di congiunzione.
Recuperato il percorso dell'andata raggiungiamo il grande Sacrario dei Caduti, zona sacra antistante il rifugio degli alpini, e poi in facile passeggiata - in unterritorio che ospita, in raro equilibrio, natura e cultura insieme - ci si riporta sull'affaccio panoramico di Rovato.
La traversata del Monte Orfano è un’escursione facile con un dislivello minimo anche se alcuni tratti sentieristici (tipo il Senter del Funtanì-Cai 985) presentano pendenze importanti. La partenza dell’itinerario avviene dallo splendido complesso conventuale della Santissima Annunciata, edificato tra il 1149 e il 1452, che sorge a balcone sulla pianura tra gli ulivi e i vigneti caratteristici di questo territorio. Dal piazzale ci incamminiamo sulla strada cementata, chiusa da una sbarra che sale a sinistra. Seguendola, in una decina di minuti di cammino, si raggiunge l'antica Pieve di San Michele le cui origini longobarde sono ascrivibili al VI secolo. Passiamo vicino ad una pozza d'acqua in mezzo al bosco e da questa in breve scendiamo a incrociare la strada che sale da Coccaglio. Percorriamo quest’ultima per un breve tratto e la lasciamo per imboccare sulla nostra destra un sentiero che sale fino alla non lontana Croce di Coccaglio (mt 315). Raggiunto il parcheggio della Trattoria Genuisì, l’itinerario riprende a salire costeggiando l’annesso vigneto, poco più in alto giungiamo alla Madonnina e da questa saliamo alla Croce di Erbusco (mt 381).La vista ci regala una splendida panoramica sulla pianura e sui paesi alla base del Monte Orfano. L’altalenante percorso scende poi attraverso un boschetto di pini neri e accosta per un breve tratto la strada asfaltata che sale da Cologne. Superato uno dei tanti capanni da caccia, lasciamo la carrozzabile per riprendere sulla destra il sentiero che porta alla Croce di Cologne (mt 440). Poco oltre la Croce, nei pressi del ripetitore, il Monte Orfano tocca la sua massima elevazione (mt 452). A dire il vero chiamarlo monte è un po’ eccessivo vista la modesta altitudine eppure nel percorrere la cresta, la sensazione che trasmette non è quella di camminare su una collina poiché i suoi versanti ripidi danno l’illusione di un’altezza superiore alla realtà, circondate anche da un vastissimo panorama. Comunque dopo aver superato un bosco di castagni, giungiamo alla Croce di Zocco, il capolinea della nostra traversata. Dalla croce il panorama spazia in direzione del Monte Alto, del Lago d’Iseo, del Monte Guglielmo e di una vasta porzione della Franciacorta, mentre a sud possiamo scorgere gli appennini piacentini. Prendiamo il sentiero (Variante sud) che scende a mezza costa parallelamente al sovrastante tracciato principale fino al punto di congiunzione.
Recuperato il percorso dell'andata raggiungiamo il grande Sacrario dei Caduti, zona sacra antistante il rifugio degli alpini, e poi in facile passeggiata - in unterritorio che ospita, in raro equilibrio, natura e cultura insieme - ci si riporta sull'affaccio panoramico di Rovato.
PARTENZA: SS. Annunciata mt 260
SEGNAVIA: Cai 980-981-985-986
DIFFICOLTA': E
DISLIVELLO: mt 230
ALTITUDINE: mt 452
LUNGHEZZA: km 11,7
domenica 29 marzo 2026
Lo splendido anello del lago di Endine nella bergamasca - sabato 28 marzo
Il lago di Endine è un meraviglioso specchio d'acqua incastonato tra le colline della Val Cavallina, sulle cui acque, color verde scuro,si rispecchiano le montagne che lo circondano creando una fantastica cornice panoramica di boschi, vallate e conche prative. Il lago è alimentato da torrenti montani ed ha un unico emissario, il Cherio, che scorre per andare a confluire nel fiume Olio. Le rive del lago, conservando intatto il loro ambiente naturale, alternano fitti canneti, ricchi di fauna ittica e avicola, a piccole spiagge dove sostare. La sponda occidentale, particolrmente antropizzata, è più soleggiata rispetto alla sponda orientale, che risultando meno abitata, conserva intatto il suo aspetto naturalistico.
Il nostro itinerario parte da Spinone al Lago, dopo aver lasciato l’auto nei pressi della chiesetta di San Pietro in Vincoli risalente all'undicesimo secolo. Noi purtroppo lo abbiamo trovato chiuso ma al suo interno custodisce una cinquecentesca Madonna con Bambino e dodici dipinti, nella zona del presbiterio, raffiguranti sei sibille (Chimica, Delfica, Ellespontica, Eritrea, Persica e Samia) alternate a sei profeti (Abacuc, Davide, Ezechiele, Geremia, Isaia e Mosè), riconducibili alla scuola di Lorenzo Lotto. Attraversata la statale si giunge in pochi passi sulle sponde del lago, Da qui si snoda un sentiero percorribile in entrambe le direzioni su un percorso totale di circa 16 chilometri, interamente pianeggiante.Imbocchiamo la passeggiata che costeggia il lago tenendolo sulla destra e nonostante proceda parallela alla strada si cammina tra il verde degli alberi e il blu del lago. Poco più in su, nei pressi dell’abitato di Bianzano, si intravede il Castello Suardi con la sua massiccia torre a pianta quadrangolare. Superiamo i paesi di Dosso e Madrera, fino a Ranzanico al Lago. Qui, subito dopo l’abitato, si trova l’ex Filanda Suardi importante edificio paleoindustriale ottocentesco di questa zona.Si continua in direzione di Endine Gaiano ma non per molto. L'idilliaco scenario lacustre lascia il passo al marciapiede sulla rumorosa statale del Tonale e della Mendola che si sviluppa lungo la punta del lago, prima di raggiungere la bella passerella di legno - opportunamente segnalata - che ci permette di raggiungere in poco tempo la sponda opposta del lago di Endine. Da questo lato purtroppo è necessario percorrere un paio di chilometri su asfalto, sul bordo di una provinciale senza marciapiede. Un vero peccato, ma a livello del lago ci sono molte proprietà private che ne precludono l’accesso. Prima di raggiungere la seicentesca chiesa di San Michele Arcangelo il tracciato pedonale del lago ritorna ad essere una meraviglia. Ci fermiamo per un veloce panino intente a scrutare le sue acque calme e lucenti che riflettono le minuscole case che ne coprono le pendici, il verde intenso delle montagne che lo cingono e l’azzurro cristallino del cielo. Lasciata San Felice in direzione del borgo di Monasterolo del Castello, raggiungiamo Fonte Smeraldina. In questa zona ci sono infatti quattro fonti, due più ferruginose, una ricca di idrogeno solforato e dall’inconfondibile odore, e una particolarmente apprezzata perché ricca di minerali, limpida e fresca. L’ultima parte di percorso, tra Monasterolo e Spinone, è quella sicuramente più bella. Il sentiero non si allontana mai dalla sponda del lago di Endine, aprendosi in un grande prato a Monasterolo, nei pressi della Chiesa di San Salvatore. Questa piccola oasi di pace è animata da molte persone che si fermano al Biali Bar, noi comprese, e si godono gli ultimi raggi di sole della giornata. A una ventina di minuti di camminata oltre l’abitato di Monasterolo si incontra anche il castello del borgo che purtroppo - tranne che per rare visite guidate - è utilizzato solo per ricevimenti privati, in posizione strategica su una collinetta proprio sulla punta inferiore del lago. Dopo tutti i chilometri macinati durante la giornata, il nostro giro ad anello del lago di Endine si conclude da dove siamo partite, nel borgo di Spinone al Lago, davanti a una birra fresca del birrificio locale Valcavallina.
Il nostro itinerario parte da Spinone al Lago, dopo aver lasciato l’auto nei pressi della chiesetta di San Pietro in Vincoli risalente all'undicesimo secolo. Noi purtroppo lo abbiamo trovato chiuso ma al suo interno custodisce una cinquecentesca Madonna con Bambino e dodici dipinti, nella zona del presbiterio, raffiguranti sei sibille (Chimica, Delfica, Ellespontica, Eritrea, Persica e Samia) alternate a sei profeti (Abacuc, Davide, Ezechiele, Geremia, Isaia e Mosè), riconducibili alla scuola di Lorenzo Lotto. Attraversata la statale si giunge in pochi passi sulle sponde del lago, Da qui si snoda un sentiero percorribile in entrambe le direzioni su un percorso totale di circa 16 chilometri, interamente pianeggiante.Imbocchiamo la passeggiata che costeggia il lago tenendolo sulla destra e nonostante proceda parallela alla strada si cammina tra il verde degli alberi e il blu del lago. Poco più in su, nei pressi dell’abitato di Bianzano, si intravede il Castello Suardi con la sua massiccia torre a pianta quadrangolare. Superiamo i paesi di Dosso e Madrera, fino a Ranzanico al Lago. Qui, subito dopo l’abitato, si trova l’ex Filanda Suardi importante edificio paleoindustriale ottocentesco di questa zona.Si continua in direzione di Endine Gaiano ma non per molto. L'idilliaco scenario lacustre lascia il passo al marciapiede sulla rumorosa statale del Tonale e della Mendola che si sviluppa lungo la punta del lago, prima di raggiungere la bella passerella di legno - opportunamente segnalata - che ci permette di raggiungere in poco tempo la sponda opposta del lago di Endine. Da questo lato purtroppo è necessario percorrere un paio di chilometri su asfalto, sul bordo di una provinciale senza marciapiede. Un vero peccato, ma a livello del lago ci sono molte proprietà private che ne precludono l’accesso. Prima di raggiungere la seicentesca chiesa di San Michele Arcangelo il tracciato pedonale del lago ritorna ad essere una meraviglia. Ci fermiamo per un veloce panino intente a scrutare le sue acque calme e lucenti che riflettono le minuscole case che ne coprono le pendici, il verde intenso delle montagne che lo cingono e l’azzurro cristallino del cielo. Lasciata San Felice in direzione del borgo di Monasterolo del Castello, raggiungiamo Fonte Smeraldina. In questa zona ci sono infatti quattro fonti, due più ferruginose, una ricca di idrogeno solforato e dall’inconfondibile odore, e una particolarmente apprezzata perché ricca di minerali, limpida e fresca. L’ultima parte di percorso, tra Monasterolo e Spinone, è quella sicuramente più bella. Il sentiero non si allontana mai dalla sponda del lago di Endine, aprendosi in un grande prato a Monasterolo, nei pressi della Chiesa di San Salvatore. Questa piccola oasi di pace è animata da molte persone che si fermano al Biali Bar, noi comprese, e si godono gli ultimi raggi di sole della giornata. A una ventina di minuti di camminata oltre l’abitato di Monasterolo si incontra anche il castello del borgo che purtroppo - tranne che per rare visite guidate - è utilizzato solo per ricevimenti privati, in posizione strategica su una collinetta proprio sulla punta inferiore del lago. Dopo tutti i chilometri macinati durante la giornata, il nostro giro ad anello del lago di Endine si conclude da dove siamo partite, nel borgo di Spinone al Lago, davanti a una birra fresca del birrificio locale Valcavallina.
Iscriviti a:
Post (Atom)







