Mercoledì 8 luglio - Partenza della prima tappa di buon mattino (ore 7.05). Si inizia a camminare nella pianura intorno a Santhià, dominata dai campi coltivati e dalle risaie piene d’acqua, dove i dislivelli contenuti e il terreno facile permettono alle gambe di muoversi veloci e senza troppa fatica nonostante le temperature di questo luglio bollente. Questa tappa, come anche la seconda, segue il tracciato della Via Francigena. Seguire il percorso è piuttosto agevole, infatti lungo tutto il percorso sono presenti i segnavia gialli e neri con la scritta Cammino di Oropa. Dopo poco più di un’oretta arriviamo al punto di sosta gestito dalla onlus Maresca: l'Oasi del pellegrino. Qui ci offrono uno spuntino e il primo timbro della credenziale. Ora il caldo si fa sentire. Di seguito si raggiunge l’abitato medievale di Cavaglià per poi proseguire fino a Roppolo sulla collina morenica della Serra, in posizione strategica tra Biella, il Torinese e il Monferrato occidentale, che lo hanno reso un prezioso punto di controllo militare, come testimonia il maestoso castello in posizione dominante sul territorio circostante. Sosta di tappa alla Casa del Movimento Lento promotrice del Cammino di Oropa, della cultura del viaggio lento e di un turismo sostenibile mentre per la cena raggiungiamo la Trattoria Tarello, unico locale del piccolo comune, con ottimi piatti piemontesi e un proprietario all'apparenza burbero ma appassionato del suo territorio (km 15,6 mt 165)Giovedì 9 luglio - Sempre di primo mattino, la seconda tappa segna un cambio di ambientazione. La pianura e i campi coltivati lasciano spazio ad un ambiente più boschivo. Siamo infatti nel bel mezzo della Serra d’Ivrea, l’anfiteatro morenico più grande d’Europa. Per quanto il dislivello della tappa sia contenuto l’ambiente cambia, il panorama è più verde e rigoglioso, si attraversano aree aperte alternate a zone più boscose. Da Roppolo dopo aver superato la chiesa di San Rocco, si lascia sulla sinistra il castello imboccando poco più avanti uno sterrato che sale decisamente. Dall'alto ammiriamo il lago di Viverone e fra casolari, vigneti e campi coltivati raggiungiamo il piccolo lago di Bertignano dopo aver attraversato l’omonimo borgo. Una bella forestale prosegue in direzione della cava di Purcarel, importante testimonianza della presenza dell’uomo in queste terre fin dal Neolitico, per poi incrociare il sentiero della Gran Traversata del Biellese (GTB) che percorriamo sino a Zimone, dove ci concediamo una breve sosta prima di continuare verso il Monastero di Bose e raggiungere successivamente il duecentesco Ricetto di Magnano che domina il piccolo borgo adagiato sul crinale della collina sud-orientale della Serra d’Ivrea. Da qui lungo sentieri nascosti nei boschi (e con nugoli di zanzare a farci compagnia) si giunge a Torrazzo. Sosta di tappa al B&B "Dalla Mami" e cena al Bocciodromo della Serra, locale molto spartano ma davvero notevole la qualità dei piatti proposti (km 16 mt 340)
Venerdì 10 luglio - La sveglia suona puntuale anche oggi. Lasciamo Torrazzo per imboccare un sentiero che si inoltra nella foresta. Con una piccola deviazione raggiungiamo lo Stagno di Prà, ridotto ad una pozzanghera, e poco dopo si arriva al bel laghetto Cossavella. Il paesaggio muta, si cammina avvolte dai boschi antichi della Serra Morenica alternando sentieri silvestri ad altri che attraversano aperte praterie. Lungo il cammino si incontrano antichi casali e all’orizzonte si scorgono nitide le vette delle Alpi Biellesi. Si va a raggiungere Donato, piccolo centro attraversato dal torrente Viona, che rappresenta per parecchi chilometri il limite tra Biellese e Canavese, dove troviamo un bar per una pausa di ristoro nonchè una delle numerose credenziali del cammino. Da questo punto si tira dritto nel territorio di Netro, nell'alta Valle Elvo, per giungere nel primo pomeriggio al seicentesco Santuario di Graglia, alle pendici dei 2371 metri della Colma di Mombarone che segna lo spartiacque naturale tra Piemonte e Val d’Aosta. Il grandioso luogo sacro collegato al culto della Madonna di Loreto nelle Marche, combina una atmosfera di pace, spiritualità e architettura barocca ed oggi meta di pellegrinaggi ed escursioni. Sosta di tappa nella Foresteria e ottimo il Menu del Cammino di Oropa al Ristorante del Santuario dove la cucina piemontese ci viene servita in una sala briosa e affollata che conserva il fascino degli affreschi e della storia. Porzioni abbondanti, un menu curato che valorizza il territorio e prezzi pensati per chi arriva dopo un lungo cammino (km 15,2 mt 210)
Sabato 11 luglio - La notte ci riserva un bel temporale che ammorbidisce finalmente le temperature feroci delle tappe precedenti. Siamo all’ultimo tratto di questo cammino, il più faticoso e spettacolare. Fino a questo punto il cammino non è stato particolarmente duro in termini di dislivelli superati e nemmeno per i terreni attraversati. Stiamo avvicinandoci alle Alpi, l’ambiente è più boschivo, il dislivello è più importante, la natura più verde e rigogliosa ma anche più severa. Infatti in questa tappa si superano tratti rocciosi, corsi d’acqua, irte linee d'asfalto. Il profilo altimetrico del percorso è fatto di continui saliscendi, si inizia con una larga mulattiera in ripida discesa, abbastanza lunga, poi si riprende a salire con una certa costanza fino a raggiungere il paese di Sordevolo per una sosta con il cielo che diventa via via più scuro e minaccioso. Infatti poco dopo incomincia a scendere una leggera pioggerella. Allora si decide di cambiare la direzione del cammino. Si va ad evitare la direttissina D1 che sale da Favaro preferendo raggiungere Pollone, ci si "arrampica" sino a Chiavolino dove andiamo a recuperare il tracciato della dismessa tramvia Biella-Oropa che, tra il 1911 e il 1958, collegava Biella al vicino Santuario di Oropa. È un percorso immerso nel bosco con pendenze dolci, arricchito da undici paline informative e punti di interesse come il suggestivo tratto in cui si compie una curva a 360° percorrendo l'emozionante galleria elicoidale di 176 metri ottimamente conservata. Si susseguano la zona dei “Tre archi”, la salita della Vecchia, la fermata “Cappella dell’Acqua” (ampio slargo dove era ubicata una fontana) e Oropa Bagni (vecchio stabilimento idroterapico). Al termine delIo storica tramvia, in prossimità dell’indicazione di una palestra di roccia, il tracciato attraversa la statale ricalcandola per un paio di chilometri circa (in realtà è la strada che ricalca il vecchio tragitto) sino a giungere al grande piazzale che precede l'entrata al maestoso Santuario di Oropa, stanche ma felici di aver raggiunto questo traguardo, riservandoci di visitarlo con più calma al mattino successivo. Sosta alla grande Foresteria e ottima cena al Ristorante "Ai Tre Arc" collocato nel porticato di sinistra del santuario (km17 mt 610)
Sabato 11 luglio - La notte ci riserva un bel temporale che ammorbidisce finalmente le temperature feroci delle tappe precedenti. Siamo all’ultimo tratto di questo cammino, il più faticoso e spettacolare. Fino a questo punto il cammino non è stato particolarmente duro in termini di dislivelli superati e nemmeno per i terreni attraversati. Stiamo avvicinandoci alle Alpi, l’ambiente è più boschivo, il dislivello è più importante, la natura più verde e rigogliosa ma anche più severa. Infatti in questa tappa si superano tratti rocciosi, corsi d’acqua, irte linee d'asfalto. Il profilo altimetrico del percorso è fatto di continui saliscendi, si inizia con una larga mulattiera in ripida discesa, abbastanza lunga, poi si riprende a salire con una certa costanza fino a raggiungere il paese di Sordevolo per una sosta con il cielo che diventa via via più scuro e minaccioso. Infatti poco dopo incomincia a scendere una leggera pioggerella. Allora si decide di cambiare la direzione del cammino. Si va ad evitare la direttissina D1 che sale da Favaro preferendo raggiungere Pollone, ci si "arrampica" sino a Chiavolino dove andiamo a recuperare il tracciato della dismessa tramvia Biella-Oropa che, tra il 1911 e il 1958, collegava Biella al vicino Santuario di Oropa. È un percorso immerso nel bosco con pendenze dolci, arricchito da undici paline informative e punti di interesse come il suggestivo tratto in cui si compie una curva a 360° percorrendo l'emozionante galleria elicoidale di 176 metri ottimamente conservata. Si susseguano la zona dei “Tre archi”, la salita della Vecchia, la fermata “Cappella dell’Acqua” (ampio slargo dove era ubicata una fontana) e Oropa Bagni (vecchio stabilimento idroterapico). Al termine delIo storica tramvia, in prossimità dell’indicazione di una palestra di roccia, il tracciato attraversa la statale ricalcandola per un paio di chilometri circa (in realtà è la strada che ricalca il vecchio tragitto) sino a giungere al grande piazzale che precede l'entrata al maestoso Santuario di Oropa, stanche ma felici di aver raggiunto questo traguardo, riservandoci di visitarlo con più calma al mattino successivo. Sosta alla grande Foresteria e ottima cena al Ristorante "Ai Tre Arc" collocato nel porticato di sinistra del santuario (km17 mt 610)
Domenica 12 luglio - Il Santuario di Oropa è il più importante complesso di edifici di culto mariano dell'intero arco alpino abbracciato dall'anfiteatro delle Alpi Biellesi. Il grande complesso comprende, oltre al Sacro Monte di Oropa, la seicentesca Basilica Antica sorta sulla base di un antico sacello al cui interno è custodito la statua della Madonna Nera, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo. Oltre l’imponente scalinata che si apre a monte del Piazzale Sacro e superata la settecentesca porta regia progettata da Juvarra, architetto di casa Savoia, scenografico ingresso al cuore spirituale del complesso mariano, lo sguardo si volge verso l'ottocentesca Basilica Superiore, costruzione dalle proporzioni monumentali che si trova allo stesso tempo in rapporto di armonia con le alte montagne circostanti. La meravigliosa cupola, che si eleva per oltre ottanta metri, fa da corona all’imponente monumento, elevato alla dignità di basilica minore da Pio XII nel 1957 e dichiarato patrimonio UNESCO.
(Cammino di Oropa: lunghezza totale km 63,8 dislivello totale mt 995)











