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Castello di Malpaga |
Nel 1458 il Colleoni vi si stabilisce, come in una vera reggia, con la moglie Tisbe Martinengo e come tutte le corti rinascimentali assumono sempre più il ruolo di centri di produzione culturale e il mecenatismo è parte integrante dell’esercizio del potere del principe e, nello stesso tempo, uno dei principali fattori che ne certificasse la sensibilità al bello e all'arte. Il maniero è a pianta quadrata, protetto da due cerchia di mura e da due fossati. All’interno del primo fossato, attualmente non più visibile, c’erano le scuderie e gli alloggi dei soldati. Il secondo fossato invece circonda tuttora il castello. Lungo tutto il perimetro del castello si notano le tracce della merlatura della fortificazione originaria. I dipinti murali del castello costituiscono non solo una viva e bellissima testimonianza artistica ma rappresentano un importante affresco storico e destano lo stupore del visitatore come nel Salone dei Banchetti dove viene celebrata la visita del re Cristiano I di Danimarca avvenuta nel 1474 mentre sta andando in pellegrinaggio a Roma per il Giubileo, accompagnato dal Duca di Sassonia e da duecento cavalieri. L'evento viene raffigurato da Marcello Fogolino tra il 1520 e il 1530 e illustrano il corteo regale, l'ospitalità del Colleoni, i banchetti, i tornei e le scene di caccia. Al Romanino è stato attribuito l'affresco della parete del cortile, prospiciente l'ingresso, commissionato tra il 1520 e il 1530 dai nipoti dello stesso Colleoni e rappresentante la famosa battaglia della Riccardina combattuta nel 1467, dove per la prima volta furona usate massicciamente le armi da fuoco e perché non ci furono né vinti né vincitori: papa Paolo II, rappresentato sulla parete orientale, sancì la fine del conflitto perché i Turchi si stavano avvicinando alle coste europee e pertanto bisognava fermarli.
L'affresco si trova all'aperto ed è abbastanza deteriorato dall'esposizione all'intemperie ma è ancora ampiamente leggibile, un affresco importante perché rappresenta la scena bellica, i combattenti, le armature, i cavalli e i movimenti quasi animati nel loro realismo figurativo. Al piano superiore si entra nella Stanza del Capitano dove il Colleoni morì e dove si conserva un prezioso quadro della Madonna con il Bambino, oltre agli affreschi strappati dai muri che in precedenza adornavano la Sala di rappresentanza, e le fanciulle ritratte, un tempo identificate con le figlie del Colleoni, sono in realtà raffigurazioni allegoriche delle Virtù. Queste sono state dipinte nel 1545 circa dal pittore bresciano Lattanzio Gambara. Il complesso testimonia il rango raggiunto da un importante stratega che aveva cominciato la propria carriera militare come scudiero di Filippo Arcelli a Piacenza. Bartolomeo Colleoni ebbe solo discendenze femminili: Ursina, Isotta, Caterina, Medea, Dorotina, Riccadonna, Cassandra, Polissena. Dopo la morte del Colleoni, avvenuta il 2 novembre 1475, il castello di Malpaga passò ai suoi nipoti Estore, Giulio e Alessandro Martinengo Colleoni, figli di Gerardo Martinengo e di Ursina Colleoni.
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Castello di Cavernago |
Ai lati del castello ci sono quattro piccole torri poco sporgenti dalla struttura castellana. Queste torri, sempre per il carattere poco militare della fortezza, non presentano sulla parte alta la tipica merlatura ma delle logge circondate da archi sostenuti da sottili colonne. Le colonne sostengono archi a tutto sesto ricchi di affreschi che decorano tutti i porticati e in particolare in quello rivolto a sud si apre un salone dove è riprodotta una gigantesca figura di Bartolomeo Colleoni. Nell'ampio cortile un pozzo, ora chiuso da una grossa grata. Di particolare interesse la scala elicoidale del XVIII secolo sul lato sinistro dell’ingresso e varie sale seicentesche affrescate.I due castelli e l'intero borgo sono i protagonisti assoluti del progetto di riqualificazione territoriale che non può che fare bene al nostro splendido patrimonio artistico.
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