Sul lato settentrionale, isolata dal resto del complesso, svetta diroccata la Torre della bell'Alda su cui circola una leggenda. Si dice che una fanciulla volendo sfuggire alla cattura di alcuni soldati di ventura si ritrovò sulla sommità della torre. Disperata preferì saltare nel precipizio sottostante piuttosto che farsi prendere. Le vennero in soccorso gli angeli e miracolosamente rimase illesa. Però l'invase la superbia e per dimostrare ai suoi compaesani quanto fosse successo, tentò nuovamente il volo dalla torre ma rimanendo questa volta sfracellata sulle rocce. Le scale, le terrazze, gli androni sono suggestivi e ben si comprende il fascino esercitato anche sullo scrittore Umberto Eco che si inspirò a questo luogo per le ambientazioni del suo famosissimo libro "Il nome della Rosa" e le stesse suggestioni che portarono nel 1985 alla realizzazione in loco dell'omonimo film con Sean Connery, idea poi scartata per gli alti costi produttivi. Ogni angolo della Sacra è una sorpresa architettonica come lo Scalone dei Morti, intagliato nella roccia e che sale ripido fino al portale dell'abbazia. A questa è collegata anche la cosiddetta linea magica di San Michele, ovvero una linea energetica che unisce i tre importanti complessi dedicati all'arcangelo: il Mont-Saint-Michel in Normandia e Monte Sant'Angelo in Puglia. Secondo gli esperti di magia bianca il punto energetico sarebbe situato su una piccola piastrella del pavimento in sasso che è di colore più chiaro, alla sinistra dell'entrata. Uscendo sulla terrazza solo la nebbia ci impedisce di vedere lo splendido panorama delle montagne circostanti. Lasciamo il monastero e direzione Sant'Ambrogio puntiamo al birrificio San Michele, regno della birra artigianale abbinata a sapori forti e sapienti al tempo stesso.
Il giorno successivo - sabato 30 settembre - ci spostiamo verso la Val Chisone, con la visita guidata al Forte di Fenestrelle ma già che siamo in anticipo aggiungiamo qualche chilometro, direzione Sestriere, fermandoci ad Usseaux. Minuscolo centro piemontese, meno di duecento anime, importanti radici montane, Usseaux è un bellissimo borgo pittoresco di questa vallata. Intorno le Alpi Cozie delimitano splendidamente con le loro cime possenti i cinque villaggi che fanno capo a questo centro e dove si parla ancora il patois antica lingua occitana provenzale simile alla lingua d'Oc usata in passato nella Francia meridionale. L'insieme è un tipico esempio di comunità contadina di alta montagna: case di legno e pietra, strette l'une accanto alle altre, alternate a vecchi mulini, antichi forni, silenziosi lavatoi risalenti al '700 dove il tempo sembra essersi fermato. Camminiamo tra viottoli silenziosi e ogni muro è un incontro con meravigliosi murales: scene di vita quotidiana, paesaggi, animali selvatici, tratteggi pittorici che regalano allegria e solarità anche in una giornata dai toni nebbiosi da cui emerge il bel campanile della chiesa dedicata a San Pietro. Intorno un reticolo infinito di sentieri escursionistici.
Ritorniamo preparandoci alla scoperta del Forte di Fenestrelle, in realtà un insieme ininterrotto di strutture fortificate che si sviluppa per oltre 3 chilometri su un dislivello di ben 635 metri e che a buona ragione viene definito la grande muraglia piemontese. L'impatto è qualcosa di fortemente emozionale. Progettato nel diciottesimo secolo con funzioni difensive, ci vollero ben 122 anni prima di essere completato con la sua rete di forti, ridotte e scale, funzioni difensive si è detto ma a parte una breve scaramuccia durante il secondo conflitto mondiale il forte non fu mai coinvolto in azioni di guerra ma viceversa utilizzato come prigione militare. Oltrepassando la Porta Reale entriamo all'interno del Forte San Carlo, ovvero il complesso più importante e meglio conservato dell'intera fortificazione, dove si aprono il Palazzo del Governatore, il Padiglione degli Ufficiali in cui è anche allestita una interessante mostra di cimeli d'epoca del III reggimento degli alpini, e la sconsacrata Chiesa dalla bella facciata barocca, oggi diventata sede di mostre ed eventi culturali. La storia di questa fortezza ebbe inizio nel 1690 quando Luigi XIV di Francia, il Re Sole, a protezione dei suoi confini dal ducato di Savoia, allora su fronti opposti nella guerra di successione spagnola, ordinò al proprio generale Nicolas de Catinat la costruzione nel fondovalle di un grande forte (il sottostante Fort Mutin). Dopo un assedio di 15 giorni il baluardo difensivo cadde in mani sabaude e Vittorio Amedeo II diede incarico all'ingegner Ignazio Bertola di costruire intorno al forte preesistente un'insieme di fortificazioni.
Il collegamento tra le varie componenti del complesso, oltre che dalla strada salendo da Fenestrelle raggiunge Forte delle Valli, la Strada dei Cannoni, era garantito dalla Scala Coperta, quasi quattromila scalini (esattamente 3996) che risale tutto il fianco sinistro della valle per circa due chilometri di lunghezza ed è una vera "spaccagambe" perchè i gradini scavati nella roccia erano stati progettati per il passaggio dei muli ed hanno alzate che tolgono davvero il fiato! La nostra visita è affidata a Claudio, uno dei tanti volontari, ed è grazie a loro se è stato possibile il recupero di questo importante manufatto storico. Preparatissimo e mai prolisso, tra mille scalini e arrampicate sui sentieri, ha duettato con la Storia accompagnandoci sino alla Garitta del Diavolo, dal nome inquietante dovuta alle tante leggende che circondano questo luogo, una torretta tozza e bassa che dalla sua posizione sull'impervio roccione a monte del Forte Tre Denti fungeva da efficace osservatorio sul paesaggio sottostante, ahimè oggi totalmente occultato dalla nebbia. Intanto cala la sera e per rendere onore alle buone tradizioni piemontesi affiniamo il nostro palato con i piatti tipici dell'antica osteria "I tre scalin" a Castel Del Bosco.
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