lunedì 3 marzo 2025

Brescia si colora di rosa! - domenica 2 marzo

Nessuno è qui per caso. Le maglie rosa indossate con orgoglio, gli striscioni che ricordano le battaglie ancora da vincere. Chi è presente in piazza Vittoria in questa prima 
domenica di marzo è perché ha deciso di partecipare con convinzione alla 16esima edizione della Corsa Rosa, la manifestazione dedicata alle donne e ai loro diritti, raccontata in diretta sulle frequenze di Radio Bresciasette. Sono quasi ottomila le iscritte, fra loro tanti uomini, intere famiglie, gruppi associativi, tra cui anche il nostro, ed anche i fedeli amici a quattro zampe. Ad aprire la mattinata anche gli interventi istituzionali della sindaca Laura Castelletti. "Siamo orgogliosi che abbiate scelto di mettere sulla maglia la nostra Loggia. Ho incontrato molte di voi per strada e so che arrivate da tutta la provincia, grazie!". Il biscione rosa è partito puntualissimo da piazza Vittoria alle 10.30 seguendo un anello di sei chilometri nel centro storico bresciano.
L'impetuoso fiume rosa si stacca veloce dagli spazi aperti di Piazza della Vittoria, progettata nel 1929 dall’architetto Marcello Piacentini emblema architettonico del Ventennio, si vanno a superare i centralissimi palchi del Teatro Grande, affianca l'imponente Castello che domina la città dalla sommità del colle Cidneo, si ferma stupito davanti al Capitolium, importante sito archeologico eretto da Vespasiano nel 73 d.C., mentre rallenta il passo al cospetto della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, splendido esempio rinascimentale con la facciata in pietra di Botticino, oltrepassa il portale d'ingresso del Palazzo del Broletto, fa capolino su piazza Paolo VI fiancheggiando allegramente le navate del Duomo Nuovo, scivola oltre la Loggia sino a raggiungere una rumorosa Piazza Vittoria, presa d'assalto dalla festosa marea rosa. Ma c'è ancora tempo per riflettere sulle motivazioni di questa corsa simbolica. 
Quella della violenza sulle donne è una piaga che viene da lontano.
Affonda le sue radici nella storia, c’è sempre stata da che se ne ha memoria. A ben vedere, ogni volta che le donne hanno provato ad alzare la testa per far capire che erano soggetti pensanti dotati di intelletto e intuito, qualcuno ha provato a fermarle con qualunque mezzo: normativo, religioso, punitivo. Oggi se ne parla ed è già una buona notizia. Sono nati movimenti che danno voce al mondo femminile, tante barriere sono state abbattute e i progressi si vedono. Eppure, nonostante i passi avanti, strisciante più che mai, continua a fluire un astio, un fastidio per queste donne che si permettono di reclamare posizioni e diritti che, in fondo, buona parte del mondo non vorrebbe concedere loro. Ma molto dipende anche da noi donne. Investiamo per creare una rete che ci unisca le une alle altre, una sorellanza che ci aiuti a difendere le nostre idee e a portare avanti piccole e grandi rivoluzioni. Non siamo nemiche, navighiamo lo stesso mare e affrontiamo le stesse tempeste. Come sostiene Malala Yousafzai “
ci accorgiamo della nostra voce solo quando siamo messe a tacere”. Allora usiamola, quella voce, per cambiare il mondo.

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